DMC-TZ7: la fotocamera di ampie vedute
Il nostro fotografo ha provato per noi la DMC-TZ7 maxi zoom di Panasonic. Risultato: ottimo lo zoom, meno la nitidezza sui bordi

Un viaggio a Santorini, in Grecia. Tanta voglia di fotografare, ma anche tanto bisogno di muoversi liberamente, trovando una sostituta alla macchina fotografica professionale (la bellezza di 11Kg), che ne svolga le veci più essenziali. Guglielmo, il nostro fotografo, ha provato per un’intera giornata ad immortalare l’isola con la Lumix DMC-TZ7, modello di fotocamera Panasonic super zoom.
La fotocamera “super zoom”, in effetti, offre uno zoom notevole per una compatta, con un rapporto di ingrandimento 12x (equivalente ad uno zoom 25-300 mm). Piccola e leggera, sta bene in una tasca. Dotata di un’ottima lente Leica, nonostante le opzioni selezionabili siano tante, risulta intuitiva da impostare. Già dopo alcuni scatti, a Guglielmo piace come si comporta: il grandangolo da 25 mm è davvero notevole e, dettaglio imprescindibile, lo scatto è rapido rispetto alla media delle compatte. Cominciamo bene.
L’esposizione è corretta, i colori naturali. La fotocamera, nell’insieme, riesce a riprodurre dettagli anche nelle zone molto chiare o molto scure di una situazione ad alto contrasto, con colori belli e naturali. Nell’opzione video, la DMC-TZ7 permette di disporre di una “telecamera” nella macchina fotografica. Guglielmo prova entrambe le modalità: AVCHD e motion JPG.
Guglielmo sente però la mancanza di non poter scattare in manuale, ma soprattutto di non potere scattare in RAW, il formato che permette di non avere, rispetto ai segnali catturati dal sensore, perdite di qualità della registrazione sul supporto. Chissà come saranno le immagini jpeg?
La sera, dopo aver fotografato il tramonto a Oia e provato il flash per le stradine della paese, il nostro fotografo cena con amici sul lungomare di Perissa. Mentre aspetta che gli servano Tzaziki e Moussaka, scarica l’SD sul portatile. Colori buoni, esposizione anche, ma lo lascia perplesso la tendenza ad “impastare” sui bordi, cioè a perdere di nitidezza nelle distorsioni agli estremi della foto, tipiche dei grandangoli. Inoltre, dopo la compressione jpg, il software della fotocamera da una generosa botta di nitidezza sui bordi, che risulta, però, falsa (si fa sempre in tempo a farlo dopo, in post-produzione).
Insomma, la DMC-TZ7 farà certo la gioia di molti viaggiatori, ma non quella di Guglielmo, che tira le sue conclusioni: “Non fa per me. E’ buona, ma io cerco qualcosa di più e non mi fermerò qui!”.


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