Foto: nudi in piazza, di massa!
Le foto di Spencer Tunick raffigurano centinaia di soggetti nudi in spazi metropolitani. Scatti che sono vere e proprie performance di massa.
Il suo prossimo scatto “oceanico” sarà il 1 marzo 2010, al Mardi Gras di Sidney, la grande parata della comunità gay locale. Altra location, altra foto di massa. Lui è Spencer Tunick, fotografo statunitense che, più che semplici fotografie, realizza opere d’arte collettive. I soggetti delle sue foto, infatti, sono sempre decine, centinaia, o addirittura migliaia di persone nude, ritratte in contesti urbani e spazi metropolitani.
Il quarantaduenne Tunick fotografa i suoi soggetti in piedi, sdraiati, con le braccia o le gambe alzate, le schiene piegate, mentre mostrano simpaticamente il “lato b” o fingono di dormire. Si serve di vie delle città, porti, musei, teatri, monumenti, piazze o giardini come cornici, e raduna i temerari modelli, tutti alla stessa ora, nel luogo prescelto, coordinandoli, megafono alla mano, nella disposizione e nella posa da tenere. Il bello è che chiunque può partecipare: Tunick se ne infischia della corporatura, della bellezza, della linea o dell’età. L’unico vincolo che richiede, quando ci si propone sul suo sito per uno scatto di massa, è l’indicazione del tono della propria pelle, che permette al fotografo di orientarsi nel convocare le persone a seconda dell’effetto uniformità-contrasto che vuole ottenere.
Sarebbe forse corretto chiamare le opere di Tunick performance o installazioni temporanee. Se l’arte, spesso, vuole realizzare un’umanizzazione degli oggetti, qui sono gli esseri umani a diventare elemento astratto: di fronte agli scatti ci ritroviamo a non percepire affatto la nudità come veicolo di erotismo, quanto per il suo aspetto estetico in senso stretto, come forma, colore, armonia. L’imbarazzo lascia spazio alla meraviglia.
Più di 75 le opere realizzate dell’eclettico fotografo, a partire dal 1992. Come quella di Dublino, nel 2008, dove la gente è incanalata in un lungo e stretto molo sul mare. O quella del 2007 in Svizzera, dove i soggetti avanzano, come primitivi, sul ghiacciaio Aletsch, per sensibilizzare il pubblico sui cambiamenti climatici. O in 700, tra i vigneti della Borgogna, lo scorso ottobre 2009, contro i danni dei cambiamenti climatici alla viticoltura. I modelli sdraiati su un fianco presso il porto di Cleveland, nell’Ohio, sembrano tante onde del mare, mentre bellissime sono le donne messicane fotografate come tante Frida Kahlo, in posa dentro l’omonimo museo di Mexico City. Anche l’Italia è stata meta di Tunick, nel 2001: 200 temerari si sono ritrovati nel 2alle 6 di mattina a Piazza Navona, per uno scatto, nudi, e sdraiati davanti alla fontana del Bernini.


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