Friburgo: casa ecologica, città sostenibile
Vauban, quartiere di Friburgo, in Germania, è un sistema urbano del tutto sostenibile. E anche dall’Italia, ecco una casa ecologica all’avanguardia.
Germania, periferia sud di Friburgo, in piena Foresta Nera. Il quartiere di Vauban, a circa 10 minuti di tram dal centro della città, è uno degli esempi più riusciti al mondo di agglomerato urbano ecologico. In un paese molto poco soleggiato come la Germania (le ore di sole annue sono qualcosa come la metà di quelle in Italia), ecco una soluzione che punta sull’energia sostenibile, in particolare su quella eolica.
Tutto comincia nei primi anni Settanta, quando i cittadini di Friburgo si oppongono alla costruzione di un polo nucleare a ridosso della città. L’alternativa? Le fonti rinnovabili. La svolta ecologica avviene nel 1975, quando Vauban viene costruita secondo criteri destinati a ridurre del 50% le emissioni di anidride carbonica. E lo fa prima di tutto utilizzando il pugno di ferro contro i gas automobilistici: è vietato parcheggiare per strada, e i prezzi dei garage sono salatissimi. Il risultato è che, a Vauban, ci sono solo 270 veicoli per ogni 1000 abitanti.
Ma i valore aggiunto del quartiere sta nelle case: tutti gli edifici sono costruiti secondo il criterio del basso consumo energetico. Le colorate abitazioni di Vauban, disseminate tutt’intorno di alberi e verde, tra bambini che giocano e persone in bicicletta, si dividono in tre tipologie di edificio: le case con un consumo energetico minore di 50 kwh/mq annui, le “case passive”, e le Plusenergiehäuser. Tutte costruite con materiali eco compatibili e rivestite in legno, per ottimizzare l’isolamento termico, sono provviste di elettrodomestici a basso consumo, dotate di pannelli solari per produrre acqua calda, e di un sistema di recupero dell’acqua piovana destinata all’irrigazione degli spazi verdi. In più, sono costruite ad una distanza tale da garantire, per ognuna, la massima esposizione al sole.
Rispetto alle case a impatto minore di 50 kwh/mq annui, le “case passive” hanno in più un impianto fotovoltaico di 3kWp e un sistema di riciclaggio delle acque nere per usi domestici, mentre le Plusenergiehäuser, letteralmente “case con un plus di energia” sono a consumo energetico zero, ovvero producono più energia di quanta ne utilizzano.
Dal canto nostro, sebbene in Italia la strada da fare sia ancora tanta, c’è un innovativo progetto di bioarchitettura in realizzazione a Milano: il “bosco verticale”, ideato dall’architetto Stefano Boeri, risponde all’esigenza di verde in luoghi, come le città, dove lo spazio non ne consente la diffusione in orizzontale. Si tratta di due palazzi residenziali, che ospiteranno circa 900 alberi e piante. Un vero e proprio bosco sviluppato in altezza, che garantirà produzione di ossigeno, assorbimento di polveri sottili e anidride carbonica, ma anche riparo da vento, schermo contro l’inquinamento acustico e protezione dall’irraggiamento in estate.


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