Giappone, dove cultura e moda convivono nelle nuove generazioni
La cultura del Giappone prende forma in tante sottoculture giovanili, dove moda e filosofie di vita la fanno da padrone tra i colorati teen agers.
Tokyo, Osaka, Kyoto e tutte le grandi città del Giappone: ce le immaginiamo un connubio di passato medievale e presente avveniristico, di costruzioni tradizionali sommerse da grattacieli. C’immaginiamo le luci delle attività commerciale e i cartelloni pubblicitari che spargono ovunque colore. Nelle strade affollate di gente, però, ci sono macchie colorate viventi, ragazzi e ragazze dai colori fluo che sembrano usciti dai manga. Prosegui la lettura…
In Giappone, in modo più marcato che negli altri paesi, i giovani si sentono appartenere a sottoculture e lo dimostrano abbigliandosi in un modo che è molto più che una divisa. Se le ragazze come quelle che qui vengono chiamate Kogal, che tendono a mostrare, con l’abbigliamento, la musica e la vita sociale le loro possibilità economiche, sono comuni anche in altri paesi, meno lo sono altri sottogruppi.
Il sottogenere Lolita, per esempio, diffusosi già a partire dagli anni 70: le ragazze, con un abbigliamento neoromantico fatto di cappellini in stile vittoriano, pizzi, mutandoni, sembrano delle bambole di porcellana. Con i suoi tanti sottogeneri (gothic lolita, punk lolita, sweet lolita) lo stile lolita vanta tanti brand dedicati (Angelic Pretty, Moi-même-Moitié, Innocent World), un magazine specializzato (Gothic & Lolita Bible), senza contare i negozi, come il Marui Young di Tokio, 4 piani di grandi magazzini totalmente dedicati al sottogenere.
Ormai diffusosi anche in Italia è lo stile Cosplay, dove chi lo pratica si veste ispirandosi a personaggi di manga e anime. I cosplayer indossano parrucche e realizzano artigianalmente i propri vestiti. Si riuniscono in eventi particolari (In Italia abbiamo il Lucca Comics & Games).
Tra i gruppi più appariscenti, quello delle ragazze Ganguro: abbronzatura estrema, colori fluorescenti, capelli pesantemente ossigenati o tinti con colori innaturali, make up che tende ad arrotondare la forma degli occhi: le ganguro sembrano voler assomigliare il più possibile alle bionde e abbronzate ragazze americane, e rendono il modello occidentale un vero e proprio culto, fino a portarlo alla sua forma più estrema.
Non solo le ragazze, ma anche i ragazzi giapponesi sono organizzati in sottogeneri. I più diffusi sono i Bosozoku, letteralmente “tribù della velocità sfrenata”: sono bulli, che amano moto e macchine, con le quali sfrecciano e per strada importunando chi capita loro a tiro. Agli antipodi, gli Otaku, soggetti solitari, interessati in modo ossessivo a manga e videogiochi, che mettono in primo piano rispetto alla socializzazione con i coetanei.


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