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	<title>JPW Blog &#187; E. Vescarelli</title>
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	<description>Il blog di JumpsWorld.com</description>
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		<title>Foto: nudi in piazza, di massa!</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 11:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[nudi]]></category>

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		<description><![CDATA[Le foto di Spencer Tunick raffigurano centinaia di soggetti nudi in spazi metropolitani. Scatti che sono vere e proprie performance di massa. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-664" title="nudi fotografici in piazza, ecco le foto di Spencer Tunick" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/nudi-fotografici.jpg" alt="nudi fotografici in piazza, ecco le foto di Spencer Tunick" width="233" height="300" />Il suo prossimo scatto “oceanico” sarà il <strong>1 marzo 2010</strong>, al <a title="eventi a Sidney" href="http://www.mardigras.com/" target="_blank"><strong>Mardi Gras</strong></a> di <a title="città dell'Australia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sidney" target="_blank"><strong>Sidney</strong></a>, la grande parata della comunità gay locale. Altra location, altra foto di massa. Lui è <a title="Fotografi di nudo" href="http://www.spencertunick.com/" target="_blank"><strong>Spencer Tunick</strong></a>, fotografo statunitense che, più che semplici fotografie, realizza opere d’arte collettive. I soggetti delle sue foto, infatti, sono sempre decine, centinaia, o addirittura migliaia di persone <strong>nude</strong>, ritratte in <strong>contesti urbani </strong>e spazi metropolitani.</p>
<p>Il quarantaduenne Tunick fotografa i suoi soggetti in piedi, sdraiati, con le braccia o le gambe alzate, le schiene piegate, mentre mostrano simpaticamente il “lato b” o fingono di dormire. Si serve di vie delle <strong>città</strong>, <strong>porti</strong>, <strong>musei</strong>, <strong>teatri</strong>, <strong>monumenti</strong>,<strong> piazze</strong> o <strong>giardini</strong> come cornici, e raduna i temerari modelli, tutti alla stessa ora, nel luogo prescelto, coordinandoli, megafono alla mano, nella disposizione e nella posa da tenere. Il bello è che chiunque può partecipare:<span id="more-662"></span> Tunick se ne infischia della corporatura, della bellezza, della linea o dell’età. L’unico vincolo che richiede, quando ci si propone sul suo sito per uno scatto di massa, è l’indicazione del<strong> <a title="carnagione, colorito della pelle" href="http://www.spencertunick.com/sign_up.php" target="_blank">tono della propria</a></strong><a title="carnagione, colorito della pelle" href="http://www.spencertunick.com/sign_up.php" target="_blank"><strong> </strong><strong>pelle</strong></a>, che permette al fotografo di orientarsi nel convocare le persone a seconda dell’effetto uniformità-contrasto che vuole ottenere.</p>
<p>Sarebbe forse corretto chiamare le opere di Tunick <strong>performance</strong> o <strong>installazioni temporanee</strong>. Se l’arte, spesso, vuole realizzare un’umanizzazione degli oggetti, qui sono gli esseri umani a diventare elemento astratto: di fronte agli scatti ci ritroviamo a non percepire affatto la nudità come veicolo di erotismo, quanto per il suo aspetto estetico in senso stretto, come forma, colore, armonia. L’imbarazzo lascia spazio alla meraviglia.</p>
<p>Più di <strong>75</strong> le opere realizzate dell’eclettico fotografo, a partire dal <strong>1992</strong>. Come quella di <a title="Città dell'Irlanda" href="http://www.artnet.com/usernet/awc/awc_workdetail.asp?aid=425378777&amp;gid=425378777&amp;cid=173409&amp;wid=425999740&amp;page=1" target="_blank"><strong>Dublino</strong></a>, nel <strong>2008</strong>, dove la gente è incanalata in un lungo e stretto molo sul mare. O quella del<strong> 2007</strong> in <a title="Foto paesaggio Svizzera" href="http://www.artnet.com/usernet/awc/awc_workdetail.asp?aid=425378777&amp;gid=425378777&amp;cid=172959&amp;wid=425998830&amp;page=1" target="_blank"><strong>Svizzera</strong></a>, dove i soggetti avanzano, come primitivi, sul <a title="montagne della svizzera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ghiacciaio_dell%27Aletsch" target="_blank"><strong>ghiacciaio Aletsch</strong></a>, per sensibilizzare il pubblico sui cambiamenti climatici. O in<strong> 700</strong>, tra i <a title="Foto borgogna" href="http://www.greenpeace.fr/tunick/" target="_blank"><strong>vigneti </strong></a>della <a title="Regioni della Francia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Borgogna" target="_blank"><strong>Borgogna</strong></a>, lo scorso ottobre 2009, contro i danni dei cambiamenti climatici alla viticoltura. I modelli sdraiati su un fianco presso il porto di <a title="foto Ohio" href="http://www.artnet.com/usernet/awc/awc_workdetail.asp?aid=425378777&amp;gid=425378777&amp;cid=129846&amp;wid=425385492&amp;page=1" target="_blank"><strong>Cleveland</strong></a>, nell’<a title="Stati Uniti dell'est" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ohio" target="_blank"><strong>Ohio</strong></a>, sembrano tante onde del mare, mentre bellissime sono le donne messicane fotografate come tante <a title="pittrici del Novecento" href="http://www.fridakahlo.com/" target="_blank"><strong>Frida Kahlo</strong></a>, in posa dentro l’omonimo <a title="arte e cultura del Messico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_Frida_Kahlo" target="_blank"><strong>museo</strong></a> di <a title="Città del Messico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_del_Messico" target="_blank"><strong>Mexico City</strong></a>. Anche l’<strong>Italia</strong> è stata meta di Tunick, nel 2001: <strong>200 </strong>temerari si sono ritrovati nel 2alle 6 di mattina a<strong> <a title="foto artistiche di Piazza Navona" href="http://files.splinder.com/2c7ee3e84c167fd61ce76c4471b811c4.jpg" target="_blank" rel="lightbox[662]">Piazza Navona</a></strong>, per uno scatto, nudi, e sdraiati davanti alla <a title="monumenti d'arte a Piazza Navona" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fontana_dei_Quattro_Fiumi" target="_blank"><strong>fontana del Bernini</strong></a>.</p>
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		<title>Capodanno 2010, tra Bologna e Firenze con i Frecciarossa</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/capodanno-2010-tra-bologna-e-firenze-con-i-frecciarossa/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 08:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Capodanno 2010, Bologna e Firenze sono unite dal filo dei Frecciarossa. Un Nuovo Anno nel segno della puntualità? Per ora non sembra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-641" title="Fuochi d'artificio a Bologna e Firenze per Capodanno 2010" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/fuochi-d-artificio.jpg" alt="Fuochi d'artificio a Bologna e Firenze per Capodanno 2010" width="400" height="300" />A Capodanno <strong>Bologna</strong> e<strong> Firenze</strong> danno vita ad un’iniziativa per celebrare l’<strong>Alta Velocità</strong>. Le due città, infatti, la sera del 31 dicembre, si scambiano gli ospiti sui reciproci palchi del concerto di <strong>Capodanno</strong>, grazie alle performance dei Frecciarossa. Celebri nomi del mondo della musica e dello spettacolo si esibiranno, infatti, sul palco di <strong><a title="Bologna, centro storico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Maggiore_(Bologna)" target="_blank">Piazza Maggiore</a></strong>, a Bologna come anche a <strong><a title="Firenze, centro storico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Santa_Maria_Novella" target="_blank">Santa Maria Novella</a></strong>, nel capoluogo toscano.<span id="more-636"></span> A portarli da una città all’altra ci pensa l’AV. Anche il pubblico potrà viaggiare sui treni che, per l’occasione, trasporteranno anche bande musicali in concerto durante il tragitto.</p>
<p>Le due belle città si collegano, infatti, a partire dallo scorso 13 dicembre, in appena <strong>37 minuti</strong>. Per celebrare il 2010, quindi, a partire dalle 21 circa, sul palco di Bologna salgono <strong><a title="gruppo musicale italiano" href="http://www.stadio.com/" target="_blank">Stadio</a></strong>, <strong><a title="gruppi rock italiani" href="http://www.negrita.com/" target="_blank">Negrita</a></strong> e <a title="cantautori italiani" href="http://www.luciodalla.it/" target="_blank"><strong>Lucio Dalla</strong>.</a> Gli ultimi due, finito lo show, salteranno sul Frecciarossa alla volta di Firenze, per esibirsi anche lì. Nell’attesa che arrivino, sul palco di Santa Maria Novella c’è l’artista fiorentina <strong><a title="cantante italiana" href="http://www.irenegrandi.it/" target="_blank">Irene Grandi</a></strong>. Una staffetta, che permette la presenza degli artisti in due piazze diverse, e che sarà seguita <strong>in diretta</strong>, spostamento in treno compreso, da <strong><a title="Trasmissioni radiofoniche radio 2" href="http://www.radio.rai.it/radio2/vivaradio2/index.cfm" target="_blank">Viva Radio 2</a></strong>.</p>
<p>L’iniziativa vuole celebrare il nuovo traguardo dell’Alta Velocità italiana, il cui sistema ferroviario si è inaugurato, di fatto, lo scorso 13 dicembre. Senza considerare, però, che per ora da celebrare c’è ben poco: dal giorno dell’inaugurazione, Frecciarossa e Frecciargento hanno collezionato ritardi su <strong><a title="alta velocità orari e ritardi" href="http://firenze.repubblica.it/dettaglio/Frecciarossa-e-gia-in-ritardoPer-i-treni-regionali-e--caos/1806764?ref=rephp" target="_blank">ritardi</a></strong>. Quello del Frecciargento 9453 delle 10.07, arrivato con <strong>77 minuti</strong> di ritardo tra Verona e Roma; quello del treno 9405 delle 8.27, che ha accumulato <strong>76 minuti</strong> di ritardo tra la stazione di Venezia Santa Lucia e quella di Roma Termini; e che dire del Frecciargento 9403, partito da Venezia e arrivato nella capitale con la bellezza di <strong>111 minuti</strong> di ritardo?</p>
<p>C’è da sperare che la sera di Capodanno il servizio sia puntuale. Il treno lascerebbe in attesa parecchie persone nell’una e nell’altra città, e in più l’Anno Nuovo non aspetta…</p>
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		<title>Patagonia, viaggio nell’estremo sud d’America. E del mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Più a sud c’è solo l’Antartide. Viaggio tra ghiacci, montagne, brughiere e pinguini. Non proprio una vacanza tradizionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-630" title="Patagonia, viaggio nell’estremo sud d’America. E del mondo." src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/1240303380W32K23s1.jpg" alt="Patagonia, viaggio nell’estremo sud d’America. E del mondo." width="300" height="163" />Terra del Fuoco</strong>. Così <strong><a title="esploratori dei mari" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_Magellano" target="_blank">Ferdinando Magellano</a></strong> chiamò le isole all’estremo sud della <strong>Patagonia</strong>, vedendo alcuni fuochi sulla costa. L’esploratore portoghese, circumnavigando nel <strong>1520</strong> il globo intorno all’estremità del Sud America, scovò il passaggio a sud-ovest verso l’Asia e avvistò quello che, fatta eccezione per l’<strong><a title="Polo Sud" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antartide" target="_blank">Antartide</a></strong>, è il territorio più a <strong>sud </strong>del mondo. <a class="more-link" title="prosegui la lettura" href="http://www.jpwblog.com/2009/12/patagonia-viaggio-nell%e2%80%99estremo-sud-d%e2%80%99america-e-del-mondo/#more-628" target="_self">Prosegui la lettura&#8230;</a></p>

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								<img title="Campo de Hielo Sur" alt="Campo de Hielo Sur" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/sudamerica/thumbs/thumbs_campo_de_hielo_sur.jpg" width="100" height="75" />
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<p><span id="more-628"></span></p>
<p> </p>
<p>Divisa tra <strong><a title="Stati del Sud America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cile" target="_blank">Cile</a> </strong>e <strong><a title="Nazioni del Sud America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Argentina" target="_blank">Argentina</a></strong>, la Patagonia culmina nel punto di leggendario confine tra oceano Atlantico e Pacifico. La relativa vicinanza con il Polo Sud (circa <strong>900 km</strong>) è percepibile a prima vista: si tratta di un territorio ostile, diviso tra gli altipiani e le brughiere dell’est, dove nascono laghi d’acqua salmastra e stagni, e le creste della <strong><a title="Catene montuose dell'America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cordigliera_delle_Ande" target="_blank">Cordigliera delle Ande</a></strong>, ad ovest. Man mano che, dalle lande a oriente, ci si avvicina alla catena andina, la vegetazione si fa meno desolata e la pianura lascia il posto a formazioni rocciose e laviche. Qui, tanti i vulcani, e tanti anche i laghi, scavati dallo scioglimento di grandi ghiacciai. Vale la pena visitare quelli del <strong><a title="Parchi nazionali d'America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_Torres_del_Paine" target="_blank">Parco Nazionale Torres del Paine</a></strong>, in territorio cileno, e il <strong><a title="Montagne e catene montuose in America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Los_Glaciares" target="_blank">Parco Nazionale Los Glaciares</a></strong>, a nord di questo, sul versante argentino.</p>
<p>Sulla linea di confine tra i due stati si trova anche il <strong><a title="Ghiacciaio nel Sud America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_de_Hielo_Sur" target="_blank">Campo de Hielo Sur</a></strong>, il terzo ghiacciaio continentale al mondo, ma non è da meno il <strong><a title="Ghiacciao della catena montuosa delle Ande" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ghiacciaio_Upsala" target="_blank">Ghiacciaio Upsala</a></strong>, il più grande del Sud America, che termina nel <strong><a title="Laghi in America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_Argentino" target="_blank">Lago Argentino</a></strong>. Questo, disseminato di tempanos, ovvero di piccoli iceberg che si staccano dai ghiacciai e vanno, piano piano, a sciogliersi, è delimitato dal fronte di ghiaccio dell’Upsala: 10 km di cresta ghiacciata, che in certi punti tocca anche gli 80 metri.</p>
<p>Per visitare la Patagonia nella sua parte più a sud, bisogna volare fino a <strong><a title="La città più a sud del mondo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Punta_Arenas" target="_blank">Punta Arenas</a></strong>, che si contende con <a title="Cuttà dell'Argentina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ushuaia" target="_blank"><strong>Ushuaia</strong> </a>il record di città più a sud del mondo. Da qui, solo lo <strong><a title="Attrazioni del Sud America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stretto_di_Magellano" target="_blank">Stretto di Magellano</a></strong>, unico passaggio naturale tra l’oceano Atlantico e il Pacifico, è la barriera fisica che separa il resto della Patagonia dalla Terra del Fuoco. Luogo ostico, spazzato da correnti fredde, ma dove il sole gioca con i colori, tra cielo, oceano, ghiaccio e brughiere, e incanta i suoi fantastici abitanti: <strong>pinguini, castori, foche, cormorani, leoni marini.</strong></p>
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		<title>Alta Velocità, record orari per i treni tra Roma e Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 13:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[orari]]></category>
		<category><![CDATA[treni]]></category>

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		<description><![CDATA[Orari dei treni, segnano record, dal 13 dicembre, per chi vive nelle grandi città, ma tante ne restano escluse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-609" title="Alta Velocità, record orari per i treni tra Roma e Milano" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/treno-in-corsa.jpg" alt="Alta Velocità, record orari per i treni tra Roma e Milano" width="300" height="225" />Il prossimo <strong>13 dicembre</strong> s’inaugura, di fatto, il sistema dell’<strong>Alta Velocità italiana</strong>, con le nuove linee <strong>Bologna-Firenze</strong>, <strong>Novara-Milano</strong> e <strong>Gricignano-Napoli</strong> e i nuovi orari di percorrenza. Ferrovie dello Stato sembra voler fare di tutto per convincere gli italiani del buon investimento fatto sull’AV e lo fa con una serie di promozioni commerciali.<br />
La più allettante: in esclusiva per il 13 dicembre, nell’affollatissima tratta <strong>Roma-Milano,</strong> il primo treno della giornata, in entrambe le direzioni, costa solo <strong>2,59 euro</strong>. <span id="more-608"></span>Prendete il prezzo e traducetelo in orario: 2 ore e 59 minuti, per volare da una città all’altra. Per <strong>Roma-Torino</strong>, stessa formula del “prezzo=tempo di percorrenza”: appena 4,10 euro, per arrivare in <strong>4 ore e 10 minuti</strong>. Fino al <strong>28 febbraio</strong>, inoltre, sulla Milano-Torino, <strong>2 persone</strong> viaggiano al prezzo di <strong>1</strong>.<br />
Qualche numero: ben <strong>72 Frecciarossa al giorno</strong> collegano Milano e Roma, dei quali 28 sono <strong>Fast</strong>, ovvero non effettuano fermate intermedie e impiegano appena<strong> 2 ore e 59 minuti</strong>. Si sfreccia da Milano a Napoli, come anche da <strong>Roma</strong> a <strong>Torino,</strong> in <strong>4 ore e 10 minuti</strong>, e da <strong>Napoli</strong> al capoluogo in <strong>70 minuti</strong>. Se a questo si aggiunge la performance del Frecciargento, pendolino di ultima generazione che collega <strong>Roma </strong>a <strong>Verona</strong> in <strong>3 ore</strong>, e a <strong>Bari</strong> e <strong>Lamezia Terme</strong> in <strong>4 ore</strong>, possiamo dire che, per chi vive nelle grandi città, si mette bene.<br />
E gli esclusi? Quelli che vivono nelle piccole e medie città? L’AV tocca <strong>6 regioni</strong> su 20. È<strong> </strong>vero, il nuovo sistema ferroviario attraversa un territorio in cui vive o lavora il <strong>65% della popolazione.</strong> Ma il restante <strong>35%</strong> degli italiani tagliati fuori dall’Alta Velocità sarà ancora costretto  a fare i conti con l’orario e  ad affrontare un <strong>Perugia-Bari</strong>  in treno in modalità “viaggio della speranza”: appena <strong>7 ore e 35 minuti. </strong></p>
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		<title>Giappone, dove cultura e moda convivono nelle nuove generazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>

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		<description><![CDATA[La cultura del Giappone prende forma in tante sottoculture giovanili, dove moda e filosofie di vita la fanno da padrone tra i colorati teen agers.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-595" title="città giapponese, grattacieli e giovani" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/grattacieli.jpg" alt="città giapponese, grattacieli e giovani" width="300" height="213" /><a title="capitale del Giappone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tokyo" target="_blank">Tokyo</a></strong>, <strong><a title="città del Giappone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C5%8Csaka" target="_blank">Osaka</a></strong>,<a title="metropoli del Giappone, Sol levante" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ky%C5%8Dto" target="_blank"> <strong>Kyoto</strong></a> e tutte le grandi città del Giappone: ce le immaginiamo un connubio di passato medievale e presente avveniristico, di costruzioni tradizionali sommerse da grattacieli. C’immaginiamo le luci delle attività commerciale e i cartelloni pubblicitari che spargono ovunque colore. Nelle strade affollate di gente, però, ci sono <strong>macchie colorate viventi</strong>, ragazzi e ragazze dai <strong>colori fluo</strong> che sembrano usciti dai<strong> <a title="fumetti giapponesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Manga" target="_blank">manga</a></strong>.  <a class="more-link" title="Prosegui la lettura" href="http://www.jpwblog.com/2009/12/giappone-dove-cultura-e-moda-convivono-nelle-nuove-generazioni/#more-594" target="_self">Prosegui la lettura&#8230;</a></p>

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<p><span id="more-594"></span>In Giappone, in modo più marcato che negli altri paesi, i giovani si sentono appartenere a sottoculture e lo dimostrano abbigliandosi in un modo che è molto più che una divisa. Se le ragazze come quelle che qui vengono chiamate <a title="ragazza giapponese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kogal" target="_blank"><strong>Kogal</strong>,</a> che tendono a mostrare, con l’abbigliamento, la musica e la vita sociale le loro possibilità economiche, sono comuni anche in altri paesi, meno lo sono altri sottogruppi.</p>
<p>Il sottogenere <a title="bambina giapponese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moda_Lolita" target="_blank"><strong>Lolita</strong>,</a> per esempio, diffusosi già a partire dagli anni 70: le ragazze, con un abbigliamento neoromantico fatto di cappellini in stile vittoriano, pizzi, mutandoni, sembrano delle bambole di porcellana. Con i suoi tanti sottogeneri (gothic lolita, punk lolita, sweet lolita) lo stile lolita vanta tanti brand dedicati (<strong><a title="moda giapponese" href="http://www.angelicpretty.com/en/" target="_blank">Angelic Pretty</a>, <a title="marchio abbigliamento giapponese" href="http://www.rakuten.co.jp/moi-meme-moitie/" target="_blank">Moi-même-Moitié,</a> <a title="abbigliamento giapponese" href="http://innocent-w.jp/" target="_blank">Innocent World</a></strong>), un magazine specializzato (<strong><a title="rivista giapponese" href="http://www.glbible.com/" target="_blank">Gothic &amp; Lolita Bible</a></strong>), senza contare i negozi, come il <strong>Marui Young di Tokio</strong>, 4 piani di grandi magazzini totalmente dedicati al sottogenere.</p>
<p>Ormai diffusosi anche in Italia è lo stile <strong><a title="moda giapponese fumetti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cosplay" target="_blank">Cosplay</a></strong>, dove chi lo pratica si veste ispirandosi a personaggi di manga e <strong><a title="cartoni animati giapponesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anime" target="_blank">anime</a></strong>. I cosplayer indossano parrucche e realizzano artigianalmente i propri vestiti. Si riuniscono in eventi particolari (In Italia abbiamo il Lucca Comics &amp; Games).</p>
<p>Tra i gruppi più appariscenti, quello delle ragazze<a title="stile giapponese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ganguro" target="_blank"> <strong>Gangur</strong>o</a>: abbronzatura estrema, colori fluorescenti, capelli pesantemente ossigenati o tinti con colori innaturali, make up che tende ad arrotondare la forma degli occhi: le ganguro sembrano voler assomigliare il più possibile alle bionde e abbronzate ragazze americane, e rendono il <strong>modello occidentale</strong> un vero e proprio culto, fino a portarlo alla sua forma più estrema.</p>
<p>Non solo le ragazze, ma anche i ragazzi giapponesi sono organizzati in sottogeneri. I più diffusi sono i <strong><a title="ragazzi giapponesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/B%C5%8Ds%C5%8Dzoku" target="_blank">Bosozoku</a></strong>, letteralmente “tribù della velocità sfrenata”: sono bulli, che amano moto e macchine, con le quali sfrecciano e per strada importunando chi capita loro a tiro. Agli antipodi, gli <strong><a title="adolescenti giapponesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Otaku" target="_blank">Otaku</a></strong>, soggetti solitari, interessati in modo ossessivo a manga e videogiochi, che mettono in primo piano rispetto alla socializzazione con i coetanei.</p>
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		<title>Evento nel cuore dell’Africa: musica africana tra le dune</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 10:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[africana]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Musica africana nel mezzo del deserto del Sahara. In Mali, il Festival au Desert è un concerto lungo tre giorni che celebra le tradizioni Tuareg.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-573" title="Musica africana, festival e concerto tradizionale in Africa" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/00019bc12121.jpg" alt="Musica africana, festival e concerto tradizionale in Africa" width="300" height="169" />A circa 60 Km da Timbuktu, al centro del <strong>Mali</strong>, si trova <strong><a title="cultura  e tradizione africana" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Essakane" target="_blank">Essakane</a></strong>.<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>Un’oasi che non è solo al centro del Mali, ma soprattutto nel cuore dello sconfinato<strong> <a title="paesaggi dell'Africa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deserto_del_Sahara" target="_blank">deserto del Sahara</a></strong><a title="paesaggi dell'Africa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deserto_del_Sahara" target="_blank">.</a> Dal <strong>7</strong> al <strong>9 gennaio 2010</strong>, qui si svolge il <strong><a title="Musica africana, concerti e eventi" href="http://www.festival-au-desert.org" target="_blank">Festival au Desert</a></strong>, una tre giorni di musica che, dalla sua prima edizione nel 2001, porta tradizione africana, worldmusic e fiumi di gente nel deserto più isolato, vuole festeggiare la cultura tamashek, ovvero quella dei <strong><a title="popolazioni dell'Africa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tuareg" target="_blank">Tuareg</a></strong>, i popoli nomadi autoctoni.<br />
<a class="more-link" title="Prosegui la lettura" href="http://www.jpwblog.com/2009/12/evento-nel-cuore-dell%e2%80%99africa-musica-africana-e-tradizione-tra-le-dune/#more-567" target="_self">Prosegui la lettura&#8230;</a></p>

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								<img title="Popolazioni dell'Africa" alt="Popolazioni dell'Africa" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/nuova-gallery/thumbs/thumbs_367019972_734fa2b6e8.jpg" width="100" height="75" />
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								<img title="Eventi musicali Africa" alt="Eventi musicali Africa" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/nuova-gallery/thumbs/thumbs_383670477_a428304163.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/nuova-gallery/essakane.jpg" title="Il concerto." rel="lightbox[nuova-gallery]">
								<img title="musica africana" alt="musica africana" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/nuova-gallery/thumbs/thumbs_essakane.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/nuova-gallery/libya-tuareg.jpg" title="Tuareg con il suo cammello." rel="lightbox[nuova-gallery]">
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			<a href="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/nuova-gallery/mali_06-6.jpg" title="Danza tradizionale Tuareg." rel="lightbox[nuova-gallery]">
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			<a href="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/nuova-gallery/tuareg-cu1-4.jpg" title="Uomo Tuareg." rel="lightbox[nuova-gallery]">
								<img title="Tribù africana" alt="Tribù africana" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/nuova-gallery/thumbs/thumbs_tuareg-cu1-4.jpg" width="100" height="75" />
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<p><span id="more-567"></span><br />
I Tuareg, Berberi del deserto, li conosciamo tutti: sono i cavalieri coperti fino al volto da un voluminosi turbanti blu, in sella a cammelli e dall’aspetto misterioso. Ma al Festival au Desert è possibile incontrarne tante tribù diverse. Per questo il festival è soprattutto una celebrazione della musica e della cultura Tuareg, anche se, da qualche anno, <strong>si è aperto ad artisti di fama internazionale provenienti da altri paesi dell’Africa e del mondo</strong>.</p>
<p>Musica tradizionale maliana, contaminazioni rap, hip hop, rock con ritmi africani, partecipazione di gruppi stranieri, jam session: godranno di tutto questo i viaggiatori avventurosi, che non si fanno problemi a dormire accampati in una grande tendopoli nella sabbia, adattandosi ai disagi logistici (anche di tipo igienico). Loro conosceranno compagni di viaggio che provengono da ogni parte del mondo e dormiranno tenda a tenda con i tuareg</p>
<p>Un assaggio del programma: il festival si apre attorno alle 15,30 del 7 gennaio. Per tutti e tre i giorni, esibizioni di artisti locali, giochi e danze tradizionali<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>tuareg, proiezioni, esibizioni a catena. Venerdì 8 dicembre, nel primo pomeriggio, c’è uno <strong>show </strong>con i <strong>cammelli</strong>, e tutte e tre le notti, a fine concerto, parte la <strong>Desert Night Dancing</strong>, che prolunga le danze fino al mattino. A questo bisogna aggiungere quelli che il sito ufficiale chiama “spontaneous concerts”, sodalizi e intese musicali che nascono non solo tra i musicisti sul palco, ma anche<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>tra quelli della tendopoli. Musica, tradizione africana e cultura: il Festival au Desert raccoglie quanto c’è di meravigliosamente vivo in questo paese, che neanche guerre civili e siccità possono far morire.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Nikon Day a Roma, l&#8217;evento touch &amp;try</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/nikon-day-a-roma-l-evento-touch-try/</link>
		<comments>http://www.jpwblog.com/2009/12/nikon-day-a-roma-l-evento-touch-try/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 16:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[Nikon]]></category>

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		<description><![CDATA[Evento Nikon: a Roma una giornata gratuita con workshop e prova prodotti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-553" title="Nikon Day a Roma, evento expo con workshop di fotografia" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/set1.jpg" alt="Nikon Day a Roma, evento expo con workshop di fotografia" width="300" height="208" />Lo staff Nital è a <strong>Roma</strong>! Il prossimo 12 dicembre, nella capitale, <strong><a title="nikon, evento fotografia" href="http://www.nital.it" target="_blank">Nikon</a></strong> tiene infatti uno dei suoi <strong>Nikon Day</strong>. L’evento, del tutto gratuito, è organizzato da Nital S.P.A. con la partecipazione di <strong><a title="workshop di fotografia" href="http://www.otticauniversitaria.it" target="_blank">Ottica Universitaria</a></strong>. Il suo scopo è dare la possibilità a professionisti e amatoriali di provare i prodotti Nikon, secondo la formula “touch &amp; try: ottiche, reflex e compatte si potranno visionare e testare, grazie all’allestimento di un <strong>set fotografico</strong> in loco.<span id="more-551"></span></p>
<p>Gli appassionati Nikon si danno quindi appuntamento (muniti di propria memory card!) presso l’<strong>hotel Best Western</strong> di viale Ippocrate, adiacente al negozio Ottica Universitaria, già luogo, lo scorso 11 ottobre, di un’analoga iniziativa che ha visto protagonista Canon. Lo shooting, continuativo dalle 11,00 alle 18,00, mette a disposizione anche i soggetti su cui testare i prodotti: modelle professioniste, su scenografia animata per l’occasione dall’associazione culturale <strong><a title="set fotografici a Roma" href="http://www.fotograficheevasioni.it/" target="_blank">Fotografiche Evasioni</a></strong>.</p>
<p>Al Nikon Day,  si terranno anche due workshop con tecnici Nital, uno alle 11 e l’altro alle 16, 30, sull’utilizzo del software <strong>Nikon</strong><strong> Capture NX2.</strong> Ciliegina sulla torta, chi partecipa avrà una <strong>pulizia del sensore</strong> della propria macchina fotografica.</p>
<p>Per partecipare al Nikon Day è necessario essere dotati di <strong>invito</strong>, stampabile dal sito <strong><a title="vendita macchine fotografiche Roma" href="http.//www.otticauniversitaria.it" target="_blank">www.otticauniversitaria.it</a></strong>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Trekking, ecco le scarpe impermeabili per escursioni asciutte</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/trekking-scarpe-impermeabili-per-escursioni-asciutte/</link>
		<comments>http://www.jpwblog.com/2009/12/trekking-scarpe-impermeabili-per-escursioni-asciutte/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 11:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>

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		<description><![CDATA[Scarpe da trekking, Salewa ci propone i nuovi modelli impermeabili per l’escursionismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-541" title="Scarpe da Trekking impermeabili per escursioni " src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/untitled.bmp" alt="Scarpe da Trekking impermeabili per escursioni " />Il <strong>trekking</strong> è un’attività di escursionismo che si effettua camminando nel territorio naturale, sia lungo percorsi già esistenti, come strade o sentieri, sia al di fuori di percorsi fissi. Mete del trekking sono solitamente ambienti naturali, tra i quali la <strong>montagna</strong> è un luogo privilegiato. Spesso i trekkisti si fanno chilometri e chilometri tra i boschi o sulla neve, e le scarpe diventano il loro “strumento”, proprio come i ganci e la corda per l’arrampicatore o gli sci per il fondista.</p>
<p>Le nuove scarpe da montagna di <strong><a title="attrezzatura per escursioni" href="http.//www.salewa.it" target="_blank">Salewa</a>, </strong>della linea <strong>Alpine Active </strong>si propongono come le calzature ideali per gli escursionisti. L’azienda di Bolzano lancia due nuovi modelli<span id="more-540"></span>, <strong>Bison</strong>, quello da uomo, e il corrispettivo da donna <strong>Fawn</strong>, che promettono tre caratteristiche fondamentali: leggerezza, piede asciutto e niente vesciche. Ecco come gli scarponi Salewa ci riescono.</p>
<p>L’effetto <strong>extra dry</strong> viene garantito dall’impiego combinato di più materiali: all’esterno, pelle scamosciata oliata, che garantisce impermeabilità. Sotto la pianta, un’intersuola in gomma micro porosa a due strati, morbida e confortevole, ma che si rinforza in direzione della suola esterna, per offrire una protezione adeguata dagli ostacoli del terreno. All’interno, una fodera in Gore-Tex®, la membrana a doppio componente riconosciuta come lo standard qualitativo di protezione impermeabile.</p>
<p>La membrana <strong><a title="attrezzatura da montagna" href="http://www.goretex.it" target="_blank">Gore-Tex®</a></strong> è costituita in parte da un elemento resistente agli oli, in parte in PTFE espanso, che contiene pori, molto più piccoli di una molecola d’acqua, ma allo stesso tempo più grandi di una molecola di vapore acqueo. Quindi la membrana non solo è impermeabile al 100%, impedendo l’accesso di acqua in forma liquida, ma anche altamente traspirante, permettendo facilmente l’evaporazione del sudore. Inoltre, i modelli Bison e Fawn sono dotati dei sistemi, brevettati da Salewa per ottenere flessibilità, blocco dei lacci e una speciale formula di costruzione della suola.</p>
<p>Gli elementi “tecnici” per l’escursionismo ci sono. Agli aspiranti trekkisti non resta che rispettare l’approccio “<strong>sostenibile</strong>” che il trekking ha verso i luoghi naturali: non fare rumore, non lasciare rifiuti, rispettare la flora e non molestare animali.</p>
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		<title>Bauhaus: a Genova in mostra pittura, design e fotografia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>

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		<description><![CDATA[Otto Hofmann è l'artista a cui Genova dedica, per i 90 anni dalla nascita del Bauhaus, una mostra di dipinti, documenti, fotografia e design]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-516" title="Mostra di fotografia a Genova" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/11/04ok.jpg" alt="Mostra di fotografia a Genova" width="300" height="226" />Otto Hofmann</strong> e la poetica del <strong><a title="musei d'arte in Germania" href="http://www.bauhaus.de/english/" target="_blank">Bauhaus</a></strong>: questa è la mostra che si tiene fino al <strong>14 febbraio 2010</strong> a <strong>Genova</strong>, presso l’Appartamento del Doge di <strong><a title="Mostra di pittura e fotografia a Genova" href="http://www.palazzoducale.genova.it/hofmann/index.html" target="_blank">Palazzo Ducale</a></strong>, dedicato al rivoluzionario movimento d’innovazione concettuale e artistica. La mostra ripercorre la produzione dell’artista e la supporta con una rassegna di <strong>50 fotografie</strong> originali di artisti del movimento.</p>
<p>Bauhaus, la scuola d’arte applicata e dei mestieri, fondata a Weimar, <strong>Germania</strong>, nel 1919, fino agli anni Trenta fu un riferimento per fondamentale per l’arte<span id="more-515"></span>: design, architettura, pittura, scultura, grafica e fotografia assorbirono linfa dal dibattito sul rapporto tra <a title="Movimenti artistici del Novecento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bauhaus" target="_blank"><strong>cultura</strong> e <strong>tecnologia</strong></a>. È la produzione industriale a spingere gli esponenti del Bauhaus a voler portare arte e design nella vita quotidiana e, vedendo il lavoro artigianale ormai svalutato a fronte della produzione industriale, a voler dare un qualche significato artistico a questa, cercando di migliorarla.</p>
<p>Sono passati <strong>90 anni</strong> da quell’innovativa interdipendenza di arte e industria. Per celebrarli, Genova sceglie Hofmann, nel suo percorso formativo che va dagli anni 20 agli anni 90, nel corso dei quali l’artista affronta le prime esposizioni di dipinti nel fervore culturale tedesco, la censura nazista, la prigionia in Russia durante la quale continua a dipingere, il ritorno nella Germania della Guerra Fredda. Gli ultimi anni, Hofmann, li vive in <strong>Italia</strong>, continuando a cimentarsi non solo nella pittura, ma anche nel design, nella grafica e nella fotografia.</p>
<p>La <strong>fotografia</strong>, appunto. Il<em> </em>Bauhaus, la eleva ad arte figurativa, impiegandola negli esperimenti artistici, con tecniche di montaggio e collage, trasferendovi la sua geometrizzazione delle forme, l’astrazione, la resa dello spazio urbano, utilizzandola per raccontare l’adesione alla modernità. Se potete, allora, visitate questa mostra, dove vi attendono circa quattrocento opere tra dipinti, foto, ceramiche, lettere e documenti dell’artista.<em></em></p>
<p>Le foto a supporto della mostra (scattate dallo stesso Hofmann, oltre che da Moholy-Nagy, Lucia Moholy, Florence Henri, Walter Peterhans, Lux Feininger, Piet Zwart, Franz Roh, Greta Stern) richiamano l’attenzione su come, in quegli anni, la fotografia si stava definendo autonomamente rispetto alla pittura, come<strong> mezzo </strong>documentaristico ma soprattutto <strong>artistico-espressivo</strong>: prospettive particolari, riprese ravvicinate, tagli insoliti testimoniano un ruolo della fotografia come strumento per interpretare il mondo. Alla stregua delle altre arti.</p>
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		<title>Viaggio in Turchia, la Cappadocia come Matera</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 12:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Matera e Urgup, in Turchia, sono città gemelle per storia e architettura. Ecco due esempi di ecosistemi urbani e d'ingegno umano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-508" title="viaggio in Turchia" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/11/ok.jpg" alt="viaggio in Turchia" width="300" height="225" />Bazzicando su internet, provate a cercare immagini sulla <strong><a title="viaggio in Turchia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cappadocia" target="_blank">Cappadocia</a></strong>, in particolare relative ad una città, di questa regione della <strong>Turchia</strong>, chiamata<strong> Ürgüp</strong>. Vi sembrerà incredibilmente simile, a colpo d’occhio, alla nostra <strong><a title="finesettimana a Matera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matera" target="_blank">Matera</a></strong>. La bellezza delle due località le ha fatte divenire entrambe patrimonio dell’<strong>UNESCO</strong>, ma altre cose le accomunano. Stessa città arroccata su un’altura, stessi ipogei scavati nella roccia, stessi grovigli di case che fanno tutt’uno con la pietra.<span id="more-507"></span></p>
<p>Matera, nota per gli storici<strong><a title="Arte a Matera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sassi_di_Matera" target="_blank"> Sassi</a></strong>, antichi rioni esempi di un ecosistema urbano inauguratosi nella preistoria, vede i primi abitanti, nel lontano <strong>Neolitico</strong>, insediarsi in ipogei sotterranei scavati nelle facciate di tufo della <strong><a title="paesaggio Basilicata" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gravina_(geologia)" target="_blank">gravine</a></strong>, gli aspri burroni dai vertiginosi strapiombi del territorio della murgia. Le tante chiese rupestri  e le case-grotte, disposte a gradoni sulla collina, culminano nella <strong>Civita</strong>, lo sperone roccioso che separa i due Sassi,<strong> Barisano</strong> e <strong>Caveoso</strong>, e nella sua cattedrale. Dopo essere stata dichiarata, nel 1993, patrimonio dell’<strong>UNESCO</strong>, la vecchia Matera è stata oggetto di una radicale ristrutturazione, che l’ha strappata al degrado e all’abbandono.</p>
<p>La città turca di <a title="Turchia, Cappadocia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%9Crg%C3%BCp" target="_blank"><strong>Ürgüp</strong> </a>è anch’essa patria di antichissimi insediamenti umani, a partire dagli <strong>Ittiti</strong>. La città è abbarbicata su un’altura rocciosa che, come tutta la Cappadocia, ha una conformazione geologica unica al mondo. Come nella gravina materana, anch’essa è costituita da tufo, una roccia soggetta, nel corso dei secoli, ad erosioni<strong> </strong>che hanno levigato il paesaggio in forme da favola. Anche qui, burroni, e creste rocciose hanno dato origine a grotte prima naturali, e poi scavate dall’uomo. Anche Ürgüp è quindi un agglomerato di abitazioni rupestri<strong>.</strong> Una vera e propria<strong> città sotterranea</strong>!</p>
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