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	<title>JPW Blog &#187; Viaggi</title>
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	<description>Il blog di JumpsWorld.com</description>
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		<title>Accessori da viaggio, l’inutile ma dilettevole</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 14:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edera verde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[accessori]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Via libera all’invenzione, con accessori e kit da viaggio, spesso invitanti, ma non sempre utili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-654" title="Cosa portare in viaggio, ecco gli accessori" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/valigia.jpg" alt="Cosa portare in viaggio, ecco gli accessori" width="300" height="208" />Quando organizziamo uno spostamento, spesso siamo presi dalla frenesia dell’<strong>acquisto</strong>. Piuttosto che portarci gli accessori di cui già disponiamo, il viaggio diventa una scusa per comprare, con la scusa di viaggiare comodi, un asciugacapelli compatto, un set di micro-creme o uno spazzolino formato mignon. Qualsiasi brand conosce questa tendenza generale, e ne approfitta inventandosi…<span id="more-653"></span></p>
<p>La <strong><a title="oggetti di design per la casa" href="http://www.3sulblog.com/wp-content/uploads/2008/settembre/pive/grucce_viaggio_blow_up.jpg" target="_blank" rel="lightbox[653]">gruccia gonfiabile</a></strong>. Ideata da <strong>Bosign</strong>, <strong>Blow Up</strong> è la prima stampella da viaggio a zero consumo di spazio in valigia che, una volta arrivati a destinazione, si gonfia e si appende nell’armadio. L’unica pecca? 10 dollari per una confezione da 2 grucce.</p>
<p>La <strong>torcia-pompa</strong>, invece, ha un utilizzo molto più specifico. Destinato a tutti i campeggiatori provetti, il marchingegno, di dimensioni compatte (16 x 12,5 cm), si chiama <a title="accessori per il campeggio" href="http://www.walmart.com/catalog/product.do?product_id=9133988" target="_blank"><strong>Aerobed® Air Light</strong> </a>e funziona sia come torcia che come pompa ad aria. Set di adattatori per la pompa compreso nel modico prezzo (24,95 euro).</p>
<p>Sul versante <strong>high-tech</strong>, come non citare il <strong><a title="accessori satellitare" href="http://www.pianetacellulare.it/Articoli/articolo5839.htm" target="_blank">kit satellitare da viaggio</a></strong>, per poter restare incollati alla tv anche quando si parte per una lunga vacanza, sempre che la copertura del segnale lo consenta. Il kit <strong>Liberty</strong> di <strong><a title="shopping on line tecnologia" href="http://www.metronic.com/index.php" target="_blank">Metronic </a></strong>comprende una mini parabola (40 cm di diametro), braccio per il posizionamento, decoder digitale free to air, cavo SAT, bussola, Low Noise Block e adattatore di rete 220 V.</p>
<p>Ad ognuno la sua pratica valigetta: ce n’è una anche per il<a title="accessori per il computer portatile" href="http://www.ictblog.it/uploads/saitek-viaggio.jpg" target="_blank" rel="lightbox[653]"> <strong>Saitek Travel Kit</strong></a>, che contiene tutto quanto serve per utilizzare il proprio <strong>note-book</strong> ovunque, al massimo del confort: mini mouse ottico, cavo di rete, mini hub 4 porte USB e adattatore AM-Mini 5P, piccola tastiera numerica, cavo di prolunga USB e mini lampada, anch’essa USB, per lavorare al buio.</p>
<p>Infine, il trionfo del futile-ma-delizioso: per chi si sposta in macchina, il brand <strong>Hello Kitty</strong> realizza <strong><a title="accessori hello kitty" href="http://shop.sanrio.com/kuromi-wheel-cover/88247-200904,default,pd.html?cgid=Auto-Accessories" target="_blank">copri volante</a></strong> e struttura della <strong><a title="gadget hello kitty" href="http://shop.sanrio.com/hello-kitty-license-frame/88274-200903,default,pd.html" target="_blank">targa </a></strong>con la fantasia di colori e disegni della simpatica micina. Mai senza, proprio!</p>
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		<title>Capodanno 2010, tra Bologna e Firenze con i Frecciarossa</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/capodanno-2010-tra-bologna-e-firenze-con-i-frecciarossa/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 08:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Capodanno 2010, Bologna e Firenze sono unite dal filo dei Frecciarossa. Un Nuovo Anno nel segno della puntualità? Per ora non sembra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-641" title="Fuochi d'artificio a Bologna e Firenze per Capodanno 2010" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/fuochi-d-artificio.jpg" alt="Fuochi d'artificio a Bologna e Firenze per Capodanno 2010" width="400" height="300" />A Capodanno <strong>Bologna</strong> e<strong> Firenze</strong> danno vita ad un’iniziativa per celebrare l’<strong>Alta Velocità</strong>. Le due città, infatti, la sera del 31 dicembre, si scambiano gli ospiti sui reciproci palchi del concerto di <strong>Capodanno</strong>, grazie alle performance dei Frecciarossa. Celebri nomi del mondo della musica e dello spettacolo si esibiranno, infatti, sul palco di <strong><a title="Bologna, centro storico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Maggiore_(Bologna)" target="_blank">Piazza Maggiore</a></strong>, a Bologna come anche a <strong><a title="Firenze, centro storico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Santa_Maria_Novella" target="_blank">Santa Maria Novella</a></strong>, nel capoluogo toscano.<span id="more-636"></span> A portarli da una città all’altra ci pensa l’AV. Anche il pubblico potrà viaggiare sui treni che, per l’occasione, trasporteranno anche bande musicali in concerto durante il tragitto.</p>
<p>Le due belle città si collegano, infatti, a partire dallo scorso 13 dicembre, in appena <strong>37 minuti</strong>. Per celebrare il 2010, quindi, a partire dalle 21 circa, sul palco di Bologna salgono <strong><a title="gruppo musicale italiano" href="http://www.stadio.com/" target="_blank">Stadio</a></strong>, <strong><a title="gruppi rock italiani" href="http://www.negrita.com/" target="_blank">Negrita</a></strong> e <a title="cantautori italiani" href="http://www.luciodalla.it/" target="_blank"><strong>Lucio Dalla</strong>.</a> Gli ultimi due, finito lo show, salteranno sul Frecciarossa alla volta di Firenze, per esibirsi anche lì. Nell’attesa che arrivino, sul palco di Santa Maria Novella c’è l’artista fiorentina <strong><a title="cantante italiana" href="http://www.irenegrandi.it/" target="_blank">Irene Grandi</a></strong>. Una staffetta, che permette la presenza degli artisti in due piazze diverse, e che sarà seguita <strong>in diretta</strong>, spostamento in treno compreso, da <strong><a title="Trasmissioni radiofoniche radio 2" href="http://www.radio.rai.it/radio2/vivaradio2/index.cfm" target="_blank">Viva Radio 2</a></strong>.</p>
<p>L’iniziativa vuole celebrare il nuovo traguardo dell’Alta Velocità italiana, il cui sistema ferroviario si è inaugurato, di fatto, lo scorso 13 dicembre. Senza considerare, però, che per ora da celebrare c’è ben poco: dal giorno dell’inaugurazione, Frecciarossa e Frecciargento hanno collezionato ritardi su <strong><a title="alta velocità orari e ritardi" href="http://firenze.repubblica.it/dettaglio/Frecciarossa-e-gia-in-ritardoPer-i-treni-regionali-e--caos/1806764?ref=rephp" target="_blank">ritardi</a></strong>. Quello del Frecciargento 9453 delle 10.07, arrivato con <strong>77 minuti</strong> di ritardo tra Verona e Roma; quello del treno 9405 delle 8.27, che ha accumulato <strong>76 minuti</strong> di ritardo tra la stazione di Venezia Santa Lucia e quella di Roma Termini; e che dire del Frecciargento 9403, partito da Venezia e arrivato nella capitale con la bellezza di <strong>111 minuti</strong> di ritardo?</p>
<p>C’è da sperare che la sera di Capodanno il servizio sia puntuale. Il treno lascerebbe in attesa parecchie persone nell’una e nell’altra città, e in più l’Anno Nuovo non aspetta…</p>
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		<title>Patagonia, viaggio nell’estremo sud d’America. E del mondo</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/patagonia-viaggio-nell-estremo-sud-damerica-e-del-mondo/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Più a sud c’è solo l’Antartide. Viaggio tra ghiacci, montagne, brughiere e pinguini. Non proprio una vacanza tradizionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-630" title="Patagonia, viaggio nell’estremo sud d’America. E del mondo." src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/1240303380W32K23s1.jpg" alt="Patagonia, viaggio nell’estremo sud d’America. E del mondo." width="300" height="163" />Terra del Fuoco</strong>. Così <strong><a title="esploratori dei mari" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_Magellano" target="_blank">Ferdinando Magellano</a></strong> chiamò le isole all’estremo sud della <strong>Patagonia</strong>, vedendo alcuni fuochi sulla costa. L’esploratore portoghese, circumnavigando nel <strong>1520</strong> il globo intorno all’estremità del Sud America, scovò il passaggio a sud-ovest verso l’Asia e avvistò quello che, fatta eccezione per l’<strong><a title="Polo Sud" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antartide" target="_blank">Antartide</a></strong>, è il territorio più a <strong>sud </strong>del mondo. <a class="more-link" title="prosegui la lettura" href="http://www.jpwblog.com/2009/12/patagonia-viaggio-nell%e2%80%99estremo-sud-d%e2%80%99america-e-del-mondo/#more-628" target="_self">Prosegui la lettura&#8230;</a></p>

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								<img title="Campo de Hielo Sur" alt="Campo de Hielo Sur" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/sudamerica/thumbs/thumbs_campo_de_hielo_sur.jpg" width="100" height="75" />
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<p><span id="more-628"></span></p>
<p> </p>
<p>Divisa tra <strong><a title="Stati del Sud America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cile" target="_blank">Cile</a> </strong>e <strong><a title="Nazioni del Sud America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Argentina" target="_blank">Argentina</a></strong>, la Patagonia culmina nel punto di leggendario confine tra oceano Atlantico e Pacifico. La relativa vicinanza con il Polo Sud (circa <strong>900 km</strong>) è percepibile a prima vista: si tratta di un territorio ostile, diviso tra gli altipiani e le brughiere dell’est, dove nascono laghi d’acqua salmastra e stagni, e le creste della <strong><a title="Catene montuose dell'America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cordigliera_delle_Ande" target="_blank">Cordigliera delle Ande</a></strong>, ad ovest. Man mano che, dalle lande a oriente, ci si avvicina alla catena andina, la vegetazione si fa meno desolata e la pianura lascia il posto a formazioni rocciose e laviche. Qui, tanti i vulcani, e tanti anche i laghi, scavati dallo scioglimento di grandi ghiacciai. Vale la pena visitare quelli del <strong><a title="Parchi nazionali d'America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_Torres_del_Paine" target="_blank">Parco Nazionale Torres del Paine</a></strong>, in territorio cileno, e il <strong><a title="Montagne e catene montuose in America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Los_Glaciares" target="_blank">Parco Nazionale Los Glaciares</a></strong>, a nord di questo, sul versante argentino.</p>
<p>Sulla linea di confine tra i due stati si trova anche il <strong><a title="Ghiacciaio nel Sud America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_de_Hielo_Sur" target="_blank">Campo de Hielo Sur</a></strong>, il terzo ghiacciaio continentale al mondo, ma non è da meno il <strong><a title="Ghiacciao della catena montuosa delle Ande" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ghiacciaio_Upsala" target="_blank">Ghiacciaio Upsala</a></strong>, il più grande del Sud America, che termina nel <strong><a title="Laghi in America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_Argentino" target="_blank">Lago Argentino</a></strong>. Questo, disseminato di tempanos, ovvero di piccoli iceberg che si staccano dai ghiacciai e vanno, piano piano, a sciogliersi, è delimitato dal fronte di ghiaccio dell’Upsala: 10 km di cresta ghiacciata, che in certi punti tocca anche gli 80 metri.</p>
<p>Per visitare la Patagonia nella sua parte più a sud, bisogna volare fino a <strong><a title="La città più a sud del mondo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Punta_Arenas" target="_blank">Punta Arenas</a></strong>, che si contende con <a title="Cuttà dell'Argentina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ushuaia" target="_blank"><strong>Ushuaia</strong> </a>il record di città più a sud del mondo. Da qui, solo lo <strong><a title="Attrazioni del Sud America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stretto_di_Magellano" target="_blank">Stretto di Magellano</a></strong>, unico passaggio naturale tra l’oceano Atlantico e il Pacifico, è la barriera fisica che separa il resto della Patagonia dalla Terra del Fuoco. Luogo ostico, spazzato da correnti fredde, ma dove il sole gioca con i colori, tra cielo, oceano, ghiaccio e brughiere, e incanta i suoi fantastici abitanti: <strong>pinguini, castori, foche, cormorani, leoni marini.</strong></p>
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		<title>Friburgo: casa ecologica, città sostenibile</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 13:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edera verde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[ecologica]]></category>

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		<description><![CDATA[Vauban, quartiere di Friburgo, in Germania, è un sistema urbano del tutto sostenibile. E anche dall’Italia, ecco una casa ecologica all’avanguardia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-614" title="Casa ecologica, la città sostenibile della germania è Friburgo" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/041.jpg" alt="Casa ecologica, la città sostenibile della germania è Friburgo" width="300" height="212" /><a title="Europa centrale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Germania" target="_blank">Germania</a></strong>, periferia sud di <a title="Foresta Nera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Friburgo_in_Brisgovia" target="_blank"><strong>Friburgo</strong></a>, in piena <a title="Paesaggio della Germania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Foresta_Nera" target="_blank"><strong>Foresta Nera</strong></a>. Il quartiere di <strong>Vauban, </strong>a circa 10 minuti di tram dal centro della città, è uno degli esempi più riusciti al mondo di <strong>agglomerato urbano ecologico</strong>. In un paese molto poco soleggiato come la Germania (le ore di sole annue sono qualcosa come la metà di quelle in Italia), ecco una soluzione che punta sull’energia sostenibile, in particolare su quella <a title="energia solare" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_eolica" target="_blank"><strong>eolica</strong></a>.</p>
<p>Tutto comincia nei primi anni Settanta, quando i cittadini di Friburgo si oppongono<span id="more-612"></span> alla costruzione di un <strong>polo nucleare</strong> a ridosso della città. L’alternativa? Le <a title="Energie rinnovabili" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Energie_rinnovabili" target="_blank"><strong>fonti rinnovabili</strong></a>. La svolta ecologica avviene nel 1975, quando Vauban viene costruita secondo criteri destinati a ridurre del 50% le emissioni di anidride carbonica. E lo fa prima di tutto utilizzando il pugno di ferro contro i gas automobilistici: è vietato parcheggiare per strada, e i prezzi dei garage sono salatissimi. Il risultato è che, a Vauban, ci sono solo 270 veicoli per ogni 1000 abitanti.</p>
<p>Ma i valore aggiunto del quartiere sta nelle case: tutti gli edifici sono costruiti secondo il criterio del basso consumo energetico. Le colorate abitazioni di Vauban, disseminate tutt’intorno di alberi e verde, tra bambini che giocano e persone in bicicletta, si dividono in <strong>tre tipologie di edificio</strong>: le case con un consumo energetico minore di <strong>50 kwh/mq annui</strong>, le “case passive”, e le Plusenergiehäuser. Tutte costruite con materiali eco compatibili e rivestite in legno, per ottimizzare l’isolamento termico, sono provviste di elettrodomestici a basso consumo, dotate di pannelli solari per produrre acqua calda, e di un sistema di recupero dell’acqua piovana destinata all’irrigazione degli spazi verdi. In più, sono costruite ad una distanza tale da garantire, per ognuna, la massima esposizione al sole.</p>
<p>Rispetto alle case a impatto minore di 50 kwh/mq annui, le “<strong>case passive</strong>” hanno in più un impianto fotovoltaico di 3kWp e un sistema di riciclaggio delle acque nere per usi domestici, mentre le <strong>Plusenergiehäuser</strong>, letteralmente “case con un plus di energia” sono a consumo energetico zero, ovvero producono più energia di quanta ne utilizzano.</p>
<p>Dal canto nostro, sebbene in Italia la strada da fare sia ancora tanta, c’è un innovativo progetto di bioarchitettura in realizzazione a Milano: il “<a title="Architettura sostenibile e ecologica" href="http://www.stefanoboeri.net/interface.html" target="_blank"><strong>bosco verticale</strong></a>”, ideato dall’architetto<a title="Bioarchitettura" href="http://www.stefanoboeri.net/interface.html" target="_blank"> <strong>Stefano Boeri</strong></a>, risponde all’esigenza di verde in luoghi, come le città, dove lo spazio non ne consente la diffusione in orizzontale. Si tratta di due palazzi residenziali, che ospiteranno circa <strong>900 alberi</strong> e piante. Un vero e proprio <strong>bosco sviluppato in altezza</strong>, che garantirà produzione di ossigeno, assorbimento di polveri sottili e anidride carbonica, ma anche riparo da vento, schermo contro l’inquinamento acustico e protezione dall’irraggiamento in estate.</p>
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		<item>
		<title>Alta Velocità, record orari per i treni tra Roma e Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 13:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[orari]]></category>
		<category><![CDATA[treni]]></category>

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		<description><![CDATA[Orari dei treni, segnano record, dal 13 dicembre, per chi vive nelle grandi città, ma tante ne restano escluse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-609" title="Alta Velocità, record orari per i treni tra Roma e Milano" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/treno-in-corsa.jpg" alt="Alta Velocità, record orari per i treni tra Roma e Milano" width="300" height="225" />Il prossimo <strong>13 dicembre</strong> s’inaugura, di fatto, il sistema dell’<strong>Alta Velocità italiana</strong>, con le nuove linee <strong>Bologna-Firenze</strong>, <strong>Novara-Milano</strong> e <strong>Gricignano-Napoli</strong> e i nuovi orari di percorrenza. Ferrovie dello Stato sembra voler fare di tutto per convincere gli italiani del buon investimento fatto sull’AV e lo fa con una serie di promozioni commerciali.<br />
La più allettante: in esclusiva per il 13 dicembre, nell’affollatissima tratta <strong>Roma-Milano,</strong> il primo treno della giornata, in entrambe le direzioni, costa solo <strong>2,59 euro</strong>. <span id="more-608"></span>Prendete il prezzo e traducetelo in orario: 2 ore e 59 minuti, per volare da una città all’altra. Per <strong>Roma-Torino</strong>, stessa formula del “prezzo=tempo di percorrenza”: appena 4,10 euro, per arrivare in <strong>4 ore e 10 minuti</strong>. Fino al <strong>28 febbraio</strong>, inoltre, sulla Milano-Torino, <strong>2 persone</strong> viaggiano al prezzo di <strong>1</strong>.<br />
Qualche numero: ben <strong>72 Frecciarossa al giorno</strong> collegano Milano e Roma, dei quali 28 sono <strong>Fast</strong>, ovvero non effettuano fermate intermedie e impiegano appena<strong> 2 ore e 59 minuti</strong>. Si sfreccia da Milano a Napoli, come anche da <strong>Roma</strong> a <strong>Torino,</strong> in <strong>4 ore e 10 minuti</strong>, e da <strong>Napoli</strong> al capoluogo in <strong>70 minuti</strong>. Se a questo si aggiunge la performance del Frecciargento, pendolino di ultima generazione che collega <strong>Roma </strong>a <strong>Verona</strong> in <strong>3 ore</strong>, e a <strong>Bari</strong> e <strong>Lamezia Terme</strong> in <strong>4 ore</strong>, possiamo dire che, per chi vive nelle grandi città, si mette bene.<br />
E gli esclusi? Quelli che vivono nelle piccole e medie città? L’AV tocca <strong>6 regioni</strong> su 20. È<strong> </strong>vero, il nuovo sistema ferroviario attraversa un territorio in cui vive o lavora il <strong>65% della popolazione.</strong> Ma il restante <strong>35%</strong> degli italiani tagliati fuori dall’Alta Velocità sarà ancora costretto  a fare i conti con l’orario e  ad affrontare un <strong>Perugia-Bari</strong>  in treno in modalità “viaggio della speranza”: appena <strong>7 ore e 35 minuti. </strong></p>
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		<title>Giappone, dove cultura e moda convivono nelle nuove generazioni</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/giappone-dove-cultura-e-moda-convivono-nelle-nuove-generazioni/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>

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		<description><![CDATA[La cultura del Giappone prende forma in tante sottoculture giovanili, dove moda e filosofie di vita la fanno da padrone tra i colorati teen agers.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-595" title="città giapponese, grattacieli e giovani" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/grattacieli.jpg" alt="città giapponese, grattacieli e giovani" width="300" height="213" /><a title="capitale del Giappone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tokyo" target="_blank">Tokyo</a></strong>, <strong><a title="città del Giappone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C5%8Csaka" target="_blank">Osaka</a></strong>,<a title="metropoli del Giappone, Sol levante" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ky%C5%8Dto" target="_blank"> <strong>Kyoto</strong></a> e tutte le grandi città del Giappone: ce le immaginiamo un connubio di passato medievale e presente avveniristico, di costruzioni tradizionali sommerse da grattacieli. C’immaginiamo le luci delle attività commerciale e i cartelloni pubblicitari che spargono ovunque colore. Nelle strade affollate di gente, però, ci sono <strong>macchie colorate viventi</strong>, ragazzi e ragazze dai <strong>colori fluo</strong> che sembrano usciti dai<strong> <a title="fumetti giapponesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Manga" target="_blank">manga</a></strong>.  <a class="more-link" title="Prosegui la lettura" href="http://www.jpwblog.com/2009/12/giappone-dove-cultura-e-moda-convivono-nelle-nuove-generazioni/#more-594" target="_self">Prosegui la lettura&#8230;</a></p>

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<p><span id="more-594"></span>In Giappone, in modo più marcato che negli altri paesi, i giovani si sentono appartenere a sottoculture e lo dimostrano abbigliandosi in un modo che è molto più che una divisa. Se le ragazze come quelle che qui vengono chiamate <a title="ragazza giapponese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kogal" target="_blank"><strong>Kogal</strong>,</a> che tendono a mostrare, con l’abbigliamento, la musica e la vita sociale le loro possibilità economiche, sono comuni anche in altri paesi, meno lo sono altri sottogruppi.</p>
<p>Il sottogenere <a title="bambina giapponese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moda_Lolita" target="_blank"><strong>Lolita</strong>,</a> per esempio, diffusosi già a partire dagli anni 70: le ragazze, con un abbigliamento neoromantico fatto di cappellini in stile vittoriano, pizzi, mutandoni, sembrano delle bambole di porcellana. Con i suoi tanti sottogeneri (gothic lolita, punk lolita, sweet lolita) lo stile lolita vanta tanti brand dedicati (<strong><a title="moda giapponese" href="http://www.angelicpretty.com/en/" target="_blank">Angelic Pretty</a>, <a title="marchio abbigliamento giapponese" href="http://www.rakuten.co.jp/moi-meme-moitie/" target="_blank">Moi-même-Moitié,</a> <a title="abbigliamento giapponese" href="http://innocent-w.jp/" target="_blank">Innocent World</a></strong>), un magazine specializzato (<strong><a title="rivista giapponese" href="http://www.glbible.com/" target="_blank">Gothic &amp; Lolita Bible</a></strong>), senza contare i negozi, come il <strong>Marui Young di Tokio</strong>, 4 piani di grandi magazzini totalmente dedicati al sottogenere.</p>
<p>Ormai diffusosi anche in Italia è lo stile <strong><a title="moda giapponese fumetti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cosplay" target="_blank">Cosplay</a></strong>, dove chi lo pratica si veste ispirandosi a personaggi di manga e <strong><a title="cartoni animati giapponesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anime" target="_blank">anime</a></strong>. I cosplayer indossano parrucche e realizzano artigianalmente i propri vestiti. Si riuniscono in eventi particolari (In Italia abbiamo il Lucca Comics &amp; Games).</p>
<p>Tra i gruppi più appariscenti, quello delle ragazze<a title="stile giapponese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ganguro" target="_blank"> <strong>Gangur</strong>o</a>: abbronzatura estrema, colori fluorescenti, capelli pesantemente ossigenati o tinti con colori innaturali, make up che tende ad arrotondare la forma degli occhi: le ganguro sembrano voler assomigliare il più possibile alle bionde e abbronzate ragazze americane, e rendono il <strong>modello occidentale</strong> un vero e proprio culto, fino a portarlo alla sua forma più estrema.</p>
<p>Non solo le ragazze, ma anche i ragazzi giapponesi sono organizzati in sottogeneri. I più diffusi sono i <strong><a title="ragazzi giapponesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/B%C5%8Ds%C5%8Dzoku" target="_blank">Bosozoku</a></strong>, letteralmente “tribù della velocità sfrenata”: sono bulli, che amano moto e macchine, con le quali sfrecciano e per strada importunando chi capita loro a tiro. Agli antipodi, gli <strong><a title="adolescenti giapponesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Otaku" target="_blank">Otaku</a></strong>, soggetti solitari, interessati in modo ossessivo a manga e videogiochi, che mettono in primo piano rispetto alla socializzazione con i coetanei.</p>
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		<title>Evento nel cuore dell’Africa: musica africana tra le dune</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 10:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[africana]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Musica africana nel mezzo del deserto del Sahara. In Mali, il Festival au Desert è un concerto lungo tre giorni che celebra le tradizioni Tuareg.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-573" title="Musica africana, festival e concerto tradizionale in Africa" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/00019bc12121.jpg" alt="Musica africana, festival e concerto tradizionale in Africa" width="300" height="169" />A circa 60 Km da Timbuktu, al centro del <strong>Mali</strong>, si trova <strong><a title="cultura  e tradizione africana" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Essakane" target="_blank">Essakane</a></strong>.<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>Un’oasi che non è solo al centro del Mali, ma soprattutto nel cuore dello sconfinato<strong> <a title="paesaggi dell'Africa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deserto_del_Sahara" target="_blank">deserto del Sahara</a></strong><a title="paesaggi dell'Africa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deserto_del_Sahara" target="_blank">.</a> Dal <strong>7</strong> al <strong>9 gennaio 2010</strong>, qui si svolge il <strong><a title="Musica africana, concerti e eventi" href="http://www.festival-au-desert.org" target="_blank">Festival au Desert</a></strong>, una tre giorni di musica che, dalla sua prima edizione nel 2001, porta tradizione africana, worldmusic e fiumi di gente nel deserto più isolato, vuole festeggiare la cultura tamashek, ovvero quella dei <strong><a title="popolazioni dell'Africa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tuareg" target="_blank">Tuareg</a></strong>, i popoli nomadi autoctoni.<br />
<a class="more-link" title="Prosegui la lettura" href="http://www.jpwblog.com/2009/12/evento-nel-cuore-dell%e2%80%99africa-musica-africana-e-tradizione-tra-le-dune/#more-567" target="_self">Prosegui la lettura&#8230;</a></p>

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			<a href="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/nuova-gallery/essakane.jpg" title="Il concerto." rel="lightbox[nuova-gallery]">
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			<a href="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/nuova-gallery/libya-tuareg.jpg" title="Tuareg con il suo cammello." rel="lightbox[nuova-gallery]">
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<p><span id="more-567"></span><br />
I Tuareg, Berberi del deserto, li conosciamo tutti: sono i cavalieri coperti fino al volto da un voluminosi turbanti blu, in sella a cammelli e dall’aspetto misterioso. Ma al Festival au Desert è possibile incontrarne tante tribù diverse. Per questo il festival è soprattutto una celebrazione della musica e della cultura Tuareg, anche se, da qualche anno, <strong>si è aperto ad artisti di fama internazionale provenienti da altri paesi dell’Africa e del mondo</strong>.</p>
<p>Musica tradizionale maliana, contaminazioni rap, hip hop, rock con ritmi africani, partecipazione di gruppi stranieri, jam session: godranno di tutto questo i viaggiatori avventurosi, che non si fanno problemi a dormire accampati in una grande tendopoli nella sabbia, adattandosi ai disagi logistici (anche di tipo igienico). Loro conosceranno compagni di viaggio che provengono da ogni parte del mondo e dormiranno tenda a tenda con i tuareg</p>
<p>Un assaggio del programma: il festival si apre attorno alle 15,30 del 7 gennaio. Per tutti e tre i giorni, esibizioni di artisti locali, giochi e danze tradizionali<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>tuareg, proiezioni, esibizioni a catena. Venerdì 8 dicembre, nel primo pomeriggio, c’è uno <strong>show </strong>con i <strong>cammelli</strong>, e tutte e tre le notti, a fine concerto, parte la <strong>Desert Night Dancing</strong>, che prolunga le danze fino al mattino. A questo bisogna aggiungere quelli che il sito ufficiale chiama “spontaneous concerts”, sodalizi e intese musicali che nascono non solo tra i musicisti sul palco, ma anche<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>tra quelli della tendopoli. Musica, tradizione africana e cultura: il Festival au Desert raccoglie quanto c’è di meravigliosamente vivo in questo paese, che neanche guerre civili e siccità possono far morire.</p>
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		<title>Colombia, idea Capodanno 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 16:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edera verde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno]]></category>
		<category><![CDATA[idea]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Carnaval de Negros e Blancos, nonostante il nome, si svolge i primi giorni dell'anno. Un'idea per un Capodanno tra colori, oceano e vette andine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-558" title="Idee Capodanno 2010 in America" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/tumblr_kpn9vbaza71qz6si0o1_400.jpg" alt="Idee Capodanno 2010 in America" width="215" height="300" />Carnevale in tempo di <strong>Capodanno</strong>, anzi, di Befana! Questo suggerisce il <strong>Carnaval de Negros e Blancos </strong>che, dal 2 al 7 gennaio 2010 popola le strade di <strong><a title="Capodanno in Sud America" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/75/Volc%C3%A1n_Galeras_-_Pasto_-_Colombia.jpg" target="_blank">Pasto</a></strong> in <strong><a title="Viaggio in Sud America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Colombia" target="_blank">Colombia</a>.</strong> La città, posta nel sud ovest dello stato, tra l’<strong><a title="Oceano America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oceano_Pacifico" target="_blank">oceano Pacifico</a>, </strong>la <strong><a title="catene montuose America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ande" target="_blank">Cordigliera delle Ande</a> </strong>e la <a title="Amazzonia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amazzonia" target="_blank"><strong>foresta Amazzonica</strong>,</a> ospita la manifestazione che, come ci può dare idea il nome, vede tutti vestirsi, dipingersi e tingersi di <strong>bianco</strong> o di <strong>nero</strong>.</p>
<p>Le origini dell’evento risalgono al tempo della <strong>dominazione spagnola</strong>: per gli <strong>schiavi</strong> autoctoni il 5 gennaio era il giorno in cui, anche per loro, era possibile festeggiare. I padroni occidentali, dal canto loro, si univano ai festeggiamenti, dipingendosi il volto di nero. La pittura del volto, simbolicamente, indicava la giornata in cui si estinguevano temporaneamente le differenze tra schiavi e padroni<span id="more-557"></span>.</p>
<p>Oggi il Carnaval ha in parte abbandonato la sua “vocazione bicolore”. Recandosi a Pasto, ci s’imbatte in un’esplosione di colori, carri, travestimenti, maschere, allegorie per le vie della città. Questa è posizionata a circa 2530 metri, e la temperatura è piuttosto fredda.  Un’atmosfera sempre vivace, anche a tarda sera, nella cornice dei palazzi coloniali, vi riscalderà l’animo. Da vedere, la <strong>Iglesia de San Juan Bautista</strong>, il <strong>Museo del Oro</strong> e <strong>Museo Taminango de Artes y Tradiciones</strong>, entrambi con pezzi di arte antica precolombiana.</p>
<p>Pasto è anche a ridosso della maestosa bellezza naturale delle Ande colombiane, come il<strong> Volcàn Galeras</strong>, in piena attività, e la <strong>Laguna de la Cocha</strong>.  Del resto la Colombia, per la maggior parte del suo territorio attraversata dalla cordigliera, presenta paesaggi tra i più variegati e spettacolari, dalle alte vette, ai luoghi caldi sulla costa oceanica, alla sconfinata Amazzonia.</p>
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		<item>
		<title>Trekking, ecco le scarpe impermeabili per escursioni asciutte</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/trekking-scarpe-impermeabili-per-escursioni-asciutte/</link>
		<comments>http://www.jpwblog.com/2009/12/trekking-scarpe-impermeabili-per-escursioni-asciutte/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 11:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>

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		<description><![CDATA[Scarpe da trekking, Salewa ci propone i nuovi modelli impermeabili per l’escursionismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-541" title="Scarpe da Trekking impermeabili per escursioni " src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/untitled.bmp" alt="Scarpe da Trekking impermeabili per escursioni " />Il <strong>trekking</strong> è un’attività di escursionismo che si effettua camminando nel territorio naturale, sia lungo percorsi già esistenti, come strade o sentieri, sia al di fuori di percorsi fissi. Mete del trekking sono solitamente ambienti naturali, tra i quali la <strong>montagna</strong> è un luogo privilegiato. Spesso i trekkisti si fanno chilometri e chilometri tra i boschi o sulla neve, e le scarpe diventano il loro “strumento”, proprio come i ganci e la corda per l’arrampicatore o gli sci per il fondista.</p>
<p>Le nuove scarpe da montagna di <strong><a title="attrezzatura per escursioni" href="http.//www.salewa.it" target="_blank">Salewa</a>, </strong>della linea <strong>Alpine Active </strong>si propongono come le calzature ideali per gli escursionisti. L’azienda di Bolzano lancia due nuovi modelli<span id="more-540"></span>, <strong>Bison</strong>, quello da uomo, e il corrispettivo da donna <strong>Fawn</strong>, che promettono tre caratteristiche fondamentali: leggerezza, piede asciutto e niente vesciche. Ecco come gli scarponi Salewa ci riescono.</p>
<p>L’effetto <strong>extra dry</strong> viene garantito dall’impiego combinato di più materiali: all’esterno, pelle scamosciata oliata, che garantisce impermeabilità. Sotto la pianta, un’intersuola in gomma micro porosa a due strati, morbida e confortevole, ma che si rinforza in direzione della suola esterna, per offrire una protezione adeguata dagli ostacoli del terreno. All’interno, una fodera in Gore-Tex®, la membrana a doppio componente riconosciuta come lo standard qualitativo di protezione impermeabile.</p>
<p>La membrana <strong><a title="attrezzatura da montagna" href="http://www.goretex.it" target="_blank">Gore-Tex®</a></strong> è costituita in parte da un elemento resistente agli oli, in parte in PTFE espanso, che contiene pori, molto più piccoli di una molecola d’acqua, ma allo stesso tempo più grandi di una molecola di vapore acqueo. Quindi la membrana non solo è impermeabile al 100%, impedendo l’accesso di acqua in forma liquida, ma anche altamente traspirante, permettendo facilmente l’evaporazione del sudore. Inoltre, i modelli Bison e Fawn sono dotati dei sistemi, brevettati da Salewa per ottenere flessibilità, blocco dei lacci e una speciale formula di costruzione della suola.</p>
<p>Gli elementi “tecnici” per l’escursionismo ci sono. Agli aspiranti trekkisti non resta che rispettare l’approccio “<strong>sostenibile</strong>” che il trekking ha verso i luoghi naturali: non fare rumore, non lasciare rifiuti, rispettare la flora e non molestare animali.</p>
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		<title>Ryanair apre a Mastercard: nuova offerta low cost a Natale</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 14:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edera verde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[low cost]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[offerta]]></category>

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		<description><![CDATA[La compagnia low cost sceglie MasterCard come forma di pagamento gratuita: nuova offerta per Natale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-537" title="offerte low cost per Natale" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/medium_albero-di-natale-31.jpg" alt="offerte low cost per Natale" width="225" height="300" />“Fare il viaggio dei tuoi sogni non ha prezzo. Per tutto il resto c’è <strong>MasterCard</strong>”, reciterebbe una nota pubblicità.”Anche perché con MasterCard non hai costi”, aggiungerebbe<strong> <a title="offerte voli low cost Natale" href="www.ryanair.com/it" target="_blank">Ryanair</a></strong>. Infatti, la low cost irlandese ha avviato una partnership con l&#8217;azienda (sostenuta da un&#8217;offerta natalizia in puro sitle Ryanair), i cui clienti potranno utilizzare la carta prepagata come forma di pagamento gratuita sui voli e servizi Ryanair.</p>
<p>A partire da oggi, i clienti MasterCard potranno acquistare i voli della compagnia senza sostenere spese aggiuntive. Si conclude così la promozione che Ryanair aveva stipulato con <strong>Visa Electron</strong>, i cui possessori di carta potranno acquistare a costo zero ancora fino al 31 dicembre 2009<span id="more-524"></span>. Per tutto il mese di dicembre, quindi, sia i clienti MasterCard che quelli Visa Electron beneficeranno dell’agevolazione, mentre dal 1 gennaio 2010 a questi ultimi verranno applicati 5 Euro di spese amministrative.</p>
<p>La motivazione che dà Ryanair? MasterCard è più accettata rispetto alla Visa Electron, ed è disponibile presso le istituzioni finanziarie di tutta Europa, oltre che online. Per festeggiare il nuovo partner, la low cost spara un’<strong>offerta </strong>delle sue: <strong>250.000 posti</strong> a <strong>5 Euro</strong> per viaggiare nel periodo di Natale di martedì, mercoledì o giovedì. L’offerta è valida solo per le prenotazioni che si effettueranno entro <strong>giovedì 3 dicembre a mezzanotte</strong>. Ed è allettante, sia che nel portafogli abbiate MasterCard che Visa Electron!</p>
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