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	<title>JPW Blog</title>
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	<description>Il blog di JumpsWorld.com</description>
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		<title>Auguri da JumpsWorld, a tutta fotografia già da gennaio 2010!</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/auguri-da-jumpsworld-a-tutta-fotografia-gia-da-gennaio-2010/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 13:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edera verde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[JumpsWorld vi augura un fantastico 2010 ricordandovi gli appuntamenti fotografici da non perdere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-676" title="bambini a natale" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/3088980540_0d4d0fe6ef1.jpg" alt="bambini a natale" width="241" height="300" />Agli sgoccioli del 2009, noi di <strong>JumpsWorld</strong> vorremmo farvi gli auguri a nostro modo: con un piccolo promemoria delle iniziative fotografiche che si svolgeranno nei primi giorni del Nuovo Anno. Da nord a sud, ecco le mostre che vi segnaliamo.</p>
<p>A <strong>Milano</strong>, tre esposizioni da non mancare: dal 26 gennaio al 7 marzo trovate, presso la Galleria Grazia Neri, l’<strong><em>Epson Art Photo Award</em></strong>, che espone foto di giovani talenti della fotografia internazionale. Da vedere anche <strong><em>United Artists of Italy</em></strong>, che, facendo il verso ad un celebre marchio, espone opere di Scianna, Sudice, Berengo Gardin e altri celebri fotografi. <span id="more-673"></span>Ancora per qualche giorno (10 gennaio), si tiene anche <strong><em>Colleziona 2010. La scena e il sogno delle fotografie</em></strong>,<strong> </strong>la mostra-mercato dedicata al collezionismo fotografico. Poco lontano, a <strong>Brescia</strong>, presso la Galleria dell&#8217;Incisione, si svolge la mostra fotografica dal titolo <strong><em>Paesaggi</em></strong>, vista con l’occhio di Gianni Berengo Gardin.</p>
<p><strong>Napoli</strong>: fino al 24 gennaio, presso il MADRE, potete visitare la mostra-performance dal criptico nome <strong><em>I&#8217;m not me, the horse is not mine</em></strong> di William Kentridge. A voi il piacere di scoprire il significato dell’installazione, composta da otto frammenti video, dell’artista sudafricano.</p>
<p>A <strong>Roma</strong>, due mostre, una dedicata alla capitale e l’altra a quelli che sono diventati un po’il suo secondo popolo, i romeni. Fino al 31 gennaio, trovate presso Palazzo Braschi, un’esposizione chiamata semplicemente <strong><em>Roma</em></strong>, di Elliott Erwitt: un omaggio del celebre artista alla città, con scatti storici e nuovi (gli ultimi realizzati nella primavera del 2009). Presso l’Accademia di Romania, invece, fino al 10 gennaio c’è <strong><em>Il prezzo della libertà</em></strong>, racconto fotografico a colori e video testimonianze che documentano la rivoluzione romena del 1989, i fatti antecedenti e soprattutto il post rivoluzione di un popolo oggi più che mai all’attenzione dell’opinione pubblica.</p>
<p>Si protrae invece fino al 20 gennaio, per portarci tra i colori e le atmosfere della Puglia la mostra <strong><em>Dal grano alla sabbia</em></strong>, di Nicola Amato e Sergio Leopardi, presso il museo civico di <strong>Bari</strong>: un itinerario fotografico attraverso la regione, tra arte e natura, accompagnato dagli scritti e dai frammenti di riflessioni degli scrittori e viaggiatori che l’hanno visitata a partire dal Settecento.</p>
<p>Per concludere, a Sassari, fino al 17 gennaio, presso il Museo dell&#8217;Arte del Novecento e del Contemporaneo, ci sono gli scatti de <strong><em>La fotografia degli anni &#8216;70</em></strong>, con il della quotidianità di uno dei decenni più fecondi della fotografia.</p>
<p><strong>Buon 2010 a tutti da JumpsWorld</strong>!</p>
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		<title>Foto: nudi in piazza, di massa!</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/foto-nudi-in-piazza-di-massa/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 11:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[nudi]]></category>

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		<description><![CDATA[Le foto di Spencer Tunick raffigurano centinaia di soggetti nudi in spazi metropolitani. Scatti che sono vere e proprie performance di massa. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-664" title="nudi fotografici in piazza, ecco le foto di Spencer Tunick" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/nudi-fotografici.jpg" alt="nudi fotografici in piazza, ecco le foto di Spencer Tunick" width="233" height="300" />Il suo prossimo scatto “oceanico” sarà il <strong>1 marzo 2010</strong>, al <a title="eventi a Sidney" href="http://www.mardigras.com/" target="_blank"><strong>Mardi Gras</strong></a> di <a title="città dell'Australia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sidney" target="_blank"><strong>Sidney</strong></a>, la grande parata della comunità gay locale. Altra location, altra foto di massa. Lui è <a title="Fotografi di nudo" href="http://www.spencertunick.com/" target="_blank"><strong>Spencer Tunick</strong></a>, fotografo statunitense che, più che semplici fotografie, realizza opere d’arte collettive. I soggetti delle sue foto, infatti, sono sempre decine, centinaia, o addirittura migliaia di persone <strong>nude</strong>, ritratte in <strong>contesti urbani </strong>e spazi metropolitani.</p>
<p>Il quarantaduenne Tunick fotografa i suoi soggetti in piedi, sdraiati, con le braccia o le gambe alzate, le schiene piegate, mentre mostrano simpaticamente il “lato b” o fingono di dormire. Si serve di vie delle <strong>città</strong>, <strong>porti</strong>, <strong>musei</strong>, <strong>teatri</strong>, <strong>monumenti</strong>,<strong> piazze</strong> o <strong>giardini</strong> come cornici, e raduna i temerari modelli, tutti alla stessa ora, nel luogo prescelto, coordinandoli, megafono alla mano, nella disposizione e nella posa da tenere. Il bello è che chiunque può partecipare:<span id="more-662"></span> Tunick se ne infischia della corporatura, della bellezza, della linea o dell’età. L’unico vincolo che richiede, quando ci si propone sul suo sito per uno scatto di massa, è l’indicazione del<strong> <a title="carnagione, colorito della pelle" href="http://www.spencertunick.com/sign_up.php" target="_blank">tono della propria</a></strong><a title="carnagione, colorito della pelle" href="http://www.spencertunick.com/sign_up.php" target="_blank"><strong> </strong><strong>pelle</strong></a>, che permette al fotografo di orientarsi nel convocare le persone a seconda dell’effetto uniformità-contrasto che vuole ottenere.</p>
<p>Sarebbe forse corretto chiamare le opere di Tunick <strong>performance</strong> o <strong>installazioni temporanee</strong>. Se l’arte, spesso, vuole realizzare un’umanizzazione degli oggetti, qui sono gli esseri umani a diventare elemento astratto: di fronte agli scatti ci ritroviamo a non percepire affatto la nudità come veicolo di erotismo, quanto per il suo aspetto estetico in senso stretto, come forma, colore, armonia. L’imbarazzo lascia spazio alla meraviglia.</p>
<p>Più di <strong>75</strong> le opere realizzate dell’eclettico fotografo, a partire dal <strong>1992</strong>. Come quella di <a title="Città dell'Irlanda" href="http://www.artnet.com/usernet/awc/awc_workdetail.asp?aid=425378777&amp;gid=425378777&amp;cid=173409&amp;wid=425999740&amp;page=1" target="_blank"><strong>Dublino</strong></a>, nel <strong>2008</strong>, dove la gente è incanalata in un lungo e stretto molo sul mare. O quella del<strong> 2007</strong> in <a title="Foto paesaggio Svizzera" href="http://www.artnet.com/usernet/awc/awc_workdetail.asp?aid=425378777&amp;gid=425378777&amp;cid=172959&amp;wid=425998830&amp;page=1" target="_blank"><strong>Svizzera</strong></a>, dove i soggetti avanzano, come primitivi, sul <a title="montagne della svizzera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ghiacciaio_dell%27Aletsch" target="_blank"><strong>ghiacciaio Aletsch</strong></a>, per sensibilizzare il pubblico sui cambiamenti climatici. O in<strong> 700</strong>, tra i <a title="Foto borgogna" href="http://www.greenpeace.fr/tunick/" target="_blank"><strong>vigneti </strong></a>della <a title="Regioni della Francia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Borgogna" target="_blank"><strong>Borgogna</strong></a>, lo scorso ottobre 2009, contro i danni dei cambiamenti climatici alla viticoltura. I modelli sdraiati su un fianco presso il porto di <a title="foto Ohio" href="http://www.artnet.com/usernet/awc/awc_workdetail.asp?aid=425378777&amp;gid=425378777&amp;cid=129846&amp;wid=425385492&amp;page=1" target="_blank"><strong>Cleveland</strong></a>, nell’<a title="Stati Uniti dell'est" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ohio" target="_blank"><strong>Ohio</strong></a>, sembrano tante onde del mare, mentre bellissime sono le donne messicane fotografate come tante <a title="pittrici del Novecento" href="http://www.fridakahlo.com/" target="_blank"><strong>Frida Kahlo</strong></a>, in posa dentro l’omonimo <a title="arte e cultura del Messico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_Frida_Kahlo" target="_blank"><strong>museo</strong></a> di <a title="Città del Messico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_del_Messico" target="_blank"><strong>Mexico City</strong></a>. Anche l’<strong>Italia</strong> è stata meta di Tunick, nel 2001: <strong>200 </strong>temerari si sono ritrovati nel 2alle 6 di mattina a<strong> <a title="foto artistiche di Piazza Navona" href="http://files.splinder.com/2c7ee3e84c167fd61ce76c4471b811c4.jpg" target="_blank" rel="lightbox[662]">Piazza Navona</a></strong>, per uno scatto, nudi, e sdraiati davanti alla <a title="monumenti d'arte a Piazza Navona" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fontana_dei_Quattro_Fiumi" target="_blank"><strong>fontana del Bernini</strong></a>.</p>
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		<title>Accessori da viaggio, l’inutile ma dilettevole</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/accessori-da-viaggio-l-inutile-ma-dilettevole/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 14:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edera verde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[accessori]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Via libera all’invenzione, con accessori e kit da viaggio, spesso invitanti, ma non sempre utili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-654" title="Cosa portare in viaggio, ecco gli accessori" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/valigia.jpg" alt="Cosa portare in viaggio, ecco gli accessori" width="300" height="208" />Quando organizziamo uno spostamento, spesso siamo presi dalla frenesia dell’<strong>acquisto</strong>. Piuttosto che portarci gli accessori di cui già disponiamo, il viaggio diventa una scusa per comprare, con la scusa di viaggiare comodi, un asciugacapelli compatto, un set di micro-creme o uno spazzolino formato mignon. Qualsiasi brand conosce questa tendenza generale, e ne approfitta inventandosi…<span id="more-653"></span></p>
<p>La <strong><a title="oggetti di design per la casa" href="http://www.3sulblog.com/wp-content/uploads/2008/settembre/pive/grucce_viaggio_blow_up.jpg" target="_blank" rel="lightbox[653]">gruccia gonfiabile</a></strong>. Ideata da <strong>Bosign</strong>, <strong>Blow Up</strong> è la prima stampella da viaggio a zero consumo di spazio in valigia che, una volta arrivati a destinazione, si gonfia e si appende nell’armadio. L’unica pecca? 10 dollari per una confezione da 2 grucce.</p>
<p>La <strong>torcia-pompa</strong>, invece, ha un utilizzo molto più specifico. Destinato a tutti i campeggiatori provetti, il marchingegno, di dimensioni compatte (16 x 12,5 cm), si chiama <a title="accessori per il campeggio" href="http://www.walmart.com/catalog/product.do?product_id=9133988" target="_blank"><strong>Aerobed® Air Light</strong> </a>e funziona sia come torcia che come pompa ad aria. Set di adattatori per la pompa compreso nel modico prezzo (24,95 euro).</p>
<p>Sul versante <strong>high-tech</strong>, come non citare il <strong><a title="accessori satellitare" href="http://www.pianetacellulare.it/Articoli/articolo5839.htm" target="_blank">kit satellitare da viaggio</a></strong>, per poter restare incollati alla tv anche quando si parte per una lunga vacanza, sempre che la copertura del segnale lo consenta. Il kit <strong>Liberty</strong> di <strong><a title="shopping on line tecnologia" href="http://www.metronic.com/index.php" target="_blank">Metronic </a></strong>comprende una mini parabola (40 cm di diametro), braccio per il posizionamento, decoder digitale free to air, cavo SAT, bussola, Low Noise Block e adattatore di rete 220 V.</p>
<p>Ad ognuno la sua pratica valigetta: ce n’è una anche per il<a title="accessori per il computer portatile" href="http://www.ictblog.it/uploads/saitek-viaggio.jpg" target="_blank" rel="lightbox[653]"> <strong>Saitek Travel Kit</strong></a>, che contiene tutto quanto serve per utilizzare il proprio <strong>note-book</strong> ovunque, al massimo del confort: mini mouse ottico, cavo di rete, mini hub 4 porte USB e adattatore AM-Mini 5P, piccola tastiera numerica, cavo di prolunga USB e mini lampada, anch’essa USB, per lavorare al buio.</p>
<p>Infine, il trionfo del futile-ma-delizioso: per chi si sposta in macchina, il brand <strong>Hello Kitty</strong> realizza <strong><a title="accessori hello kitty" href="http://shop.sanrio.com/kuromi-wheel-cover/88247-200904,default,pd.html?cgid=Auto-Accessories" target="_blank">copri volante</a></strong> e struttura della <strong><a title="gadget hello kitty" href="http://shop.sanrio.com/hello-kitty-license-frame/88274-200903,default,pd.html" target="_blank">targa </a></strong>con la fantasia di colori e disegni della simpatica micina. Mai senza, proprio!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Capodanno 2010, tra Bologna e Firenze con i Frecciarossa</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/capodanno-2010-tra-bologna-e-firenze-con-i-frecciarossa/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 08:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Capodanno 2010, Bologna e Firenze sono unite dal filo dei Frecciarossa. Un Nuovo Anno nel segno della puntualità? Per ora non sembra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-641" title="Fuochi d'artificio a Bologna e Firenze per Capodanno 2010" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/fuochi-d-artificio.jpg" alt="Fuochi d'artificio a Bologna e Firenze per Capodanno 2010" width="400" height="300" />A Capodanno <strong>Bologna</strong> e<strong> Firenze</strong> danno vita ad un’iniziativa per celebrare l’<strong>Alta Velocità</strong>. Le due città, infatti, la sera del 31 dicembre, si scambiano gli ospiti sui reciproci palchi del concerto di <strong>Capodanno</strong>, grazie alle performance dei Frecciarossa. Celebri nomi del mondo della musica e dello spettacolo si esibiranno, infatti, sul palco di <strong><a title="Bologna, centro storico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Maggiore_(Bologna)" target="_blank">Piazza Maggiore</a></strong>, a Bologna come anche a <strong><a title="Firenze, centro storico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Santa_Maria_Novella" target="_blank">Santa Maria Novella</a></strong>, nel capoluogo toscano.<span id="more-636"></span> A portarli da una città all’altra ci pensa l’AV. Anche il pubblico potrà viaggiare sui treni che, per l’occasione, trasporteranno anche bande musicali in concerto durante il tragitto.</p>
<p>Le due belle città si collegano, infatti, a partire dallo scorso 13 dicembre, in appena <strong>37 minuti</strong>. Per celebrare il 2010, quindi, a partire dalle 21 circa, sul palco di Bologna salgono <strong><a title="gruppo musicale italiano" href="http://www.stadio.com/" target="_blank">Stadio</a></strong>, <strong><a title="gruppi rock italiani" href="http://www.negrita.com/" target="_blank">Negrita</a></strong> e <a title="cantautori italiani" href="http://www.luciodalla.it/" target="_blank"><strong>Lucio Dalla</strong>.</a> Gli ultimi due, finito lo show, salteranno sul Frecciarossa alla volta di Firenze, per esibirsi anche lì. Nell’attesa che arrivino, sul palco di Santa Maria Novella c’è l’artista fiorentina <strong><a title="cantante italiana" href="http://www.irenegrandi.it/" target="_blank">Irene Grandi</a></strong>. Una staffetta, che permette la presenza degli artisti in due piazze diverse, e che sarà seguita <strong>in diretta</strong>, spostamento in treno compreso, da <strong><a title="Trasmissioni radiofoniche radio 2" href="http://www.radio.rai.it/radio2/vivaradio2/index.cfm" target="_blank">Viva Radio 2</a></strong>.</p>
<p>L’iniziativa vuole celebrare il nuovo traguardo dell’Alta Velocità italiana, il cui sistema ferroviario si è inaugurato, di fatto, lo scorso 13 dicembre. Senza considerare, però, che per ora da celebrare c’è ben poco: dal giorno dell’inaugurazione, Frecciarossa e Frecciargento hanno collezionato ritardi su <strong><a title="alta velocità orari e ritardi" href="http://firenze.repubblica.it/dettaglio/Frecciarossa-e-gia-in-ritardoPer-i-treni-regionali-e--caos/1806764?ref=rephp" target="_blank">ritardi</a></strong>. Quello del Frecciargento 9453 delle 10.07, arrivato con <strong>77 minuti</strong> di ritardo tra Verona e Roma; quello del treno 9405 delle 8.27, che ha accumulato <strong>76 minuti</strong> di ritardo tra la stazione di Venezia Santa Lucia e quella di Roma Termini; e che dire del Frecciargento 9403, partito da Venezia e arrivato nella capitale con la bellezza di <strong>111 minuti</strong> di ritardo?</p>
<p>C’è da sperare che la sera di Capodanno il servizio sia puntuale. Il treno lascerebbe in attesa parecchie persone nell’una e nell’altra città, e in più l’Anno Nuovo non aspetta…</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Patagonia, viaggio nell’estremo sud d’America. E del mondo</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/patagonia-viaggio-nell-estremo-sud-damerica-e-del-mondo/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Più a sud c’è solo l’Antartide. Viaggio tra ghiacci, montagne, brughiere e pinguini. Non proprio una vacanza tradizionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-630" title="Patagonia, viaggio nell’estremo sud d’America. E del mondo." src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/1240303380W32K23s1.jpg" alt="Patagonia, viaggio nell’estremo sud d’America. E del mondo." width="300" height="163" />Terra del Fuoco</strong>. Così <strong><a title="esploratori dei mari" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_Magellano" target="_blank">Ferdinando Magellano</a></strong> chiamò le isole all’estremo sud della <strong>Patagonia</strong>, vedendo alcuni fuochi sulla costa. L’esploratore portoghese, circumnavigando nel <strong>1520</strong> il globo intorno all’estremità del Sud America, scovò il passaggio a sud-ovest verso l’Asia e avvistò quello che, fatta eccezione per l’<strong><a title="Polo Sud" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antartide" target="_blank">Antartide</a></strong>, è il territorio più a <strong>sud </strong>del mondo. <a class="more-link" title="prosegui la lettura" href="http://www.jpwblog.com/2009/12/patagonia-viaggio-nell%e2%80%99estremo-sud-d%e2%80%99america-e-del-mondo/#more-628" target="_self">Prosegui la lettura&#8230;</a></p>

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			<a href="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/sudamerica/campo_de_hielo_sur.jpg" title="Campo de Hielo Sur, il terzo ghiacciaio più grande al mondo" rel="lightbox[sudamerica]">
								<img title="Campo de Hielo Sur" alt="Campo de Hielo Sur" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/sudamerica/thumbs/thumbs_campo_de_hielo_sur.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/sudamerica/ghiacciaio_upsala.jpg" title="Il Ghiacciaio Upsala, il più grande del Sud America" rel="lightbox[sudamerica]">
								<img title="Ghiacciaio Upsala" alt="Ghiacciaio Upsala" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/sudamerica/thumbs/thumbs_ghiacciaio_upsala.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/sudamerica/lago_argentino.jpg" title="Il Lago Argentino" rel="lightbox[sudamerica]">
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			<a href="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/sudamerica/los_glaciares.jpg" title="Il Parco Nazionale Los Glaciares" rel="lightbox[sudamerica]">
								<img title="Parco Nazionale los glaciares in Patagonia" alt="Parco Nazionale los glaciares in Patagonia" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/sudamerica/thumbs/thumbs_los_glaciares.jpg" width="100" height="75" />
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								<img title="Pinguini in Patagonia" alt="Pinguini in Patagonia" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/sudamerica/thumbs/thumbs_pinguini-patagonia.jpg" width="88" height="75" />
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			<a href="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/sudamerica/stretto-di-magellano.jpg" title="Lo Stretto di Magellano" rel="lightbox[sudamerica]">
								<img title="Stretto di magellano nella Terra del Fuoco" alt="Stretto di magellano nella Terra del Fuoco" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/sudamerica/thumbs/thumbs_stretto-di-magellano.jpg" width="100" height="75" />
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			<a href="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/sudamerica/torres_del_paine_chile.jpg" title="Il Parco Nazionale Torres del Paine" rel="lightbox[sudamerica]">
								<img title="Torres del Paine, Cile" alt="Torres del Paine, Cile" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/sudamerica/thumbs/thumbs_torres_del_paine_chile.jpg" width="100" height="75" />
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<p><span id="more-628"></span></p>
<p> </p>
<p>Divisa tra <strong><a title="Stati del Sud America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cile" target="_blank">Cile</a> </strong>e <strong><a title="Nazioni del Sud America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Argentina" target="_blank">Argentina</a></strong>, la Patagonia culmina nel punto di leggendario confine tra oceano Atlantico e Pacifico. La relativa vicinanza con il Polo Sud (circa <strong>900 km</strong>) è percepibile a prima vista: si tratta di un territorio ostile, diviso tra gli altipiani e le brughiere dell’est, dove nascono laghi d’acqua salmastra e stagni, e le creste della <strong><a title="Catene montuose dell'America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cordigliera_delle_Ande" target="_blank">Cordigliera delle Ande</a></strong>, ad ovest. Man mano che, dalle lande a oriente, ci si avvicina alla catena andina, la vegetazione si fa meno desolata e la pianura lascia il posto a formazioni rocciose e laviche. Qui, tanti i vulcani, e tanti anche i laghi, scavati dallo scioglimento di grandi ghiacciai. Vale la pena visitare quelli del <strong><a title="Parchi nazionali d'America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_Torres_del_Paine" target="_blank">Parco Nazionale Torres del Paine</a></strong>, in territorio cileno, e il <strong><a title="Montagne e catene montuose in America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Los_Glaciares" target="_blank">Parco Nazionale Los Glaciares</a></strong>, a nord di questo, sul versante argentino.</p>
<p>Sulla linea di confine tra i due stati si trova anche il <strong><a title="Ghiacciaio nel Sud America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_de_Hielo_Sur" target="_blank">Campo de Hielo Sur</a></strong>, il terzo ghiacciaio continentale al mondo, ma non è da meno il <strong><a title="Ghiacciao della catena montuosa delle Ande" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ghiacciaio_Upsala" target="_blank">Ghiacciaio Upsala</a></strong>, il più grande del Sud America, che termina nel <strong><a title="Laghi in America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_Argentino" target="_blank">Lago Argentino</a></strong>. Questo, disseminato di tempanos, ovvero di piccoli iceberg che si staccano dai ghiacciai e vanno, piano piano, a sciogliersi, è delimitato dal fronte di ghiaccio dell’Upsala: 10 km di cresta ghiacciata, che in certi punti tocca anche gli 80 metri.</p>
<p>Per visitare la Patagonia nella sua parte più a sud, bisogna volare fino a <strong><a title="La città più a sud del mondo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Punta_Arenas" target="_blank">Punta Arenas</a></strong>, che si contende con <a title="Cuttà dell'Argentina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ushuaia" target="_blank"><strong>Ushuaia</strong> </a>il record di città più a sud del mondo. Da qui, solo lo <strong><a title="Attrazioni del Sud America" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stretto_di_Magellano" target="_blank">Stretto di Magellano</a></strong>, unico passaggio naturale tra l’oceano Atlantico e il Pacifico, è la barriera fisica che separa il resto della Patagonia dalla Terra del Fuoco. Luogo ostico, spazzato da correnti fredde, ma dove il sole gioca con i colori, tra cielo, oceano, ghiaccio e brughiere, e incanta i suoi fantastici abitanti: <strong>pinguini, castori, foche, cormorani, leoni marini.</strong></p>
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		<title>Fotocamera più proiettore: ce la offre Nikon</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/fotocamera-piu-proiettore-ce-la-offre-nikon/</link>
		<comments>http://www.jpwblog.com/2009/12/fotocamera-piu-proiettore-ce-la-offre-nikon/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edera verde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[fotocamera]]></category>
		<category><![CDATA[videoproiettore]]></category>

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		<description><![CDATA[Fotocamera con proiettore incorporato per la Nikon Coolpix S1000PJ, che proietta video e fotografie con un semplice click.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-623" title="La prima macchina fotografica con proiettore incorporato" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/nikon-coolpix-s1000pj-camera-4.jpg" alt="La prima macchina fotografica con proiettore incorporato" width="320" height="213" />All’esterno, fotocamera di piccole dimensioni, dal design pulito e dall’utilizzo intuitivo. All’interno, un proiettore incorporato, che permette di proiettare su superficie foto e filmati. Questa è la <strong>Nikon</strong> <strong>Coolpix S1000PJ</strong>, la prima fotocamera compatta al mondo dotata di <strong>proiettore incorporato</strong>.</p>
<p>La S1000PJ, in modalità proiettore funziona semplicemente premendo un pulsante e direzionando la fotocamera verso una superficie piatta, che sia questa una parete o<span id="more-621"></span> lo schermo di una presentazione.</p>
<p>Il proiettore, di tipo <a title="proiettore con display LCD" href="http://www.mediaworld.it/tecnoguide-news/glossario/178/lcos.html" target="_blank"><strong>LCoS </strong>(<strong>Liquid Crystal on Silicon</strong></a>) produce una luminosità pari a 10 lumen. La Coolpix, dotata anche di supporto per proiezione e di telecomando, realizza foto e filmati di qualità VGA e di dimensioni da 13 a 100 cm.</p>
<p>Le altre caratteristiche della compatta <strong><a title="fotocamere digitali" href="http://www.nital.it/" target="_blank">Nikon</a></strong>: un obiettivo <strong>zoom</strong> da <strong>5x</strong> grandangolare, una sensibilità estendibile fino a <strong>6400 <a title="sensibilità fotografica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Velocit%C3%A0_della_pellicola" target="_blank">ISO</a></strong>, una risoluzione di ben <strong>12,1 <a title="pixel di una fotografia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pixel" target="_blank">megapixel</a></strong>, che consente ingrandimenti nitidi in fase di proiezione, e una modalità <strong><a title="tecniche fotografiche" href="http://www.3megapixel.it/tips-macro.html" target="_blank">macro</a></strong>, che permette di riprendere un dettaglio da una distanza di appena <strong>3 cm</strong>.</p>
<p>Piccola e leggera, la Coolpix S1000PJ possiede tutta quella serie di tecnologie che facilitano la ripresa per utenti non professionisti: funzione <strong><a title="Funzioni della fotocamera Nikon" href="http://www.nital.it/experience/d60-2.php" target="_blank">D-Lighting</a></strong>, <strong>timer sorriso</strong> e <strong>avviso occhi chiusi</strong> (per evitare bronci o sguardi dormienti), <strong>inseguimento del soggetto AF</strong> e sistema di <strong><a title="gestione del colore nella fotografia" href="http://www.nital.it/corso_foto_digitale/3/3.php" target="_blank">bilanciamento del bianco</a></strong> automatico, come nelle fotocamere Reflex.</p>
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		<title>Friburgo: casa ecologica, città sostenibile</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/friburgo-casa-ecologica-citta-sostenibile/</link>
		<comments>http://www.jpwblog.com/2009/12/friburgo-casa-ecologica-citta-sostenibile/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 13:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edera verde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[ecologica]]></category>

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		<description><![CDATA[Vauban, quartiere di Friburgo, in Germania, è un sistema urbano del tutto sostenibile. E anche dall’Italia, ecco una casa ecologica all’avanguardia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-614" title="Casa ecologica, la città sostenibile della germania è Friburgo" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/041.jpg" alt="Casa ecologica, la città sostenibile della germania è Friburgo" width="300" height="212" /><a title="Europa centrale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Germania" target="_blank">Germania</a></strong>, periferia sud di <a title="Foresta Nera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Friburgo_in_Brisgovia" target="_blank"><strong>Friburgo</strong></a>, in piena <a title="Paesaggio della Germania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Foresta_Nera" target="_blank"><strong>Foresta Nera</strong></a>. Il quartiere di <strong>Vauban, </strong>a circa 10 minuti di tram dal centro della città, è uno degli esempi più riusciti al mondo di <strong>agglomerato urbano ecologico</strong>. In un paese molto poco soleggiato come la Germania (le ore di sole annue sono qualcosa come la metà di quelle in Italia), ecco una soluzione che punta sull’energia sostenibile, in particolare su quella <a title="energia solare" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_eolica" target="_blank"><strong>eolica</strong></a>.</p>
<p>Tutto comincia nei primi anni Settanta, quando i cittadini di Friburgo si oppongono<span id="more-612"></span> alla costruzione di un <strong>polo nucleare</strong> a ridosso della città. L’alternativa? Le <a title="Energie rinnovabili" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Energie_rinnovabili" target="_blank"><strong>fonti rinnovabili</strong></a>. La svolta ecologica avviene nel 1975, quando Vauban viene costruita secondo criteri destinati a ridurre del 50% le emissioni di anidride carbonica. E lo fa prima di tutto utilizzando il pugno di ferro contro i gas automobilistici: è vietato parcheggiare per strada, e i prezzi dei garage sono salatissimi. Il risultato è che, a Vauban, ci sono solo 270 veicoli per ogni 1000 abitanti.</p>
<p>Ma i valore aggiunto del quartiere sta nelle case: tutti gli edifici sono costruiti secondo il criterio del basso consumo energetico. Le colorate abitazioni di Vauban, disseminate tutt’intorno di alberi e verde, tra bambini che giocano e persone in bicicletta, si dividono in <strong>tre tipologie di edificio</strong>: le case con un consumo energetico minore di <strong>50 kwh/mq annui</strong>, le “case passive”, e le Plusenergiehäuser. Tutte costruite con materiali eco compatibili e rivestite in legno, per ottimizzare l’isolamento termico, sono provviste di elettrodomestici a basso consumo, dotate di pannelli solari per produrre acqua calda, e di un sistema di recupero dell’acqua piovana destinata all’irrigazione degli spazi verdi. In più, sono costruite ad una distanza tale da garantire, per ognuna, la massima esposizione al sole.</p>
<p>Rispetto alle case a impatto minore di 50 kwh/mq annui, le “<strong>case passive</strong>” hanno in più un impianto fotovoltaico di 3kWp e un sistema di riciclaggio delle acque nere per usi domestici, mentre le <strong>Plusenergiehäuser</strong>, letteralmente “case con un plus di energia” sono a consumo energetico zero, ovvero producono più energia di quanta ne utilizzano.</p>
<p>Dal canto nostro, sebbene in Italia la strada da fare sia ancora tanta, c’è un innovativo progetto di bioarchitettura in realizzazione a Milano: il “<a title="Architettura sostenibile e ecologica" href="http://www.stefanoboeri.net/interface.html" target="_blank"><strong>bosco verticale</strong></a>”, ideato dall’architetto<a title="Bioarchitettura" href="http://www.stefanoboeri.net/interface.html" target="_blank"> <strong>Stefano Boeri</strong></a>, risponde all’esigenza di verde in luoghi, come le città, dove lo spazio non ne consente la diffusione in orizzontale. Si tratta di due palazzi residenziali, che ospiteranno circa <strong>900 alberi</strong> e piante. Un vero e proprio <strong>bosco sviluppato in altezza</strong>, che garantirà produzione di ossigeno, assorbimento di polveri sottili e anidride carbonica, ma anche riparo da vento, schermo contro l’inquinamento acustico e protezione dall’irraggiamento in estate.</p>
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		<title>Alta Velocità, record orari per i treni tra Roma e Milano</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/alta-velocita-record-orari-per-i-treni-tra-roma-e-milano/</link>
		<comments>http://www.jpwblog.com/2009/12/alta-velocita-record-orari-per-i-treni-tra-roma-e-milano/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 13:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[orari]]></category>
		<category><![CDATA[treni]]></category>

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		<description><![CDATA[Orari dei treni, segnano record, dal 13 dicembre, per chi vive nelle grandi città, ma tante ne restano escluse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-609" title="Alta Velocità, record orari per i treni tra Roma e Milano" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/treno-in-corsa.jpg" alt="Alta Velocità, record orari per i treni tra Roma e Milano" width="300" height="225" />Il prossimo <strong>13 dicembre</strong> s’inaugura, di fatto, il sistema dell’<strong>Alta Velocità italiana</strong>, con le nuove linee <strong>Bologna-Firenze</strong>, <strong>Novara-Milano</strong> e <strong>Gricignano-Napoli</strong> e i nuovi orari di percorrenza. Ferrovie dello Stato sembra voler fare di tutto per convincere gli italiani del buon investimento fatto sull’AV e lo fa con una serie di promozioni commerciali.<br />
La più allettante: in esclusiva per il 13 dicembre, nell’affollatissima tratta <strong>Roma-Milano,</strong> il primo treno della giornata, in entrambe le direzioni, costa solo <strong>2,59 euro</strong>. <span id="more-608"></span>Prendete il prezzo e traducetelo in orario: 2 ore e 59 minuti, per volare da una città all’altra. Per <strong>Roma-Torino</strong>, stessa formula del “prezzo=tempo di percorrenza”: appena 4,10 euro, per arrivare in <strong>4 ore e 10 minuti</strong>. Fino al <strong>28 febbraio</strong>, inoltre, sulla Milano-Torino, <strong>2 persone</strong> viaggiano al prezzo di <strong>1</strong>.<br />
Qualche numero: ben <strong>72 Frecciarossa al giorno</strong> collegano Milano e Roma, dei quali 28 sono <strong>Fast</strong>, ovvero non effettuano fermate intermedie e impiegano appena<strong> 2 ore e 59 minuti</strong>. Si sfreccia da Milano a Napoli, come anche da <strong>Roma</strong> a <strong>Torino,</strong> in <strong>4 ore e 10 minuti</strong>, e da <strong>Napoli</strong> al capoluogo in <strong>70 minuti</strong>. Se a questo si aggiunge la performance del Frecciargento, pendolino di ultima generazione che collega <strong>Roma </strong>a <strong>Verona</strong> in <strong>3 ore</strong>, e a <strong>Bari</strong> e <strong>Lamezia Terme</strong> in <strong>4 ore</strong>, possiamo dire che, per chi vive nelle grandi città, si mette bene.<br />
E gli esclusi? Quelli che vivono nelle piccole e medie città? L’AV tocca <strong>6 regioni</strong> su 20. È<strong> </strong>vero, il nuovo sistema ferroviario attraversa un territorio in cui vive o lavora il <strong>65% della popolazione.</strong> Ma il restante <strong>35%</strong> degli italiani tagliati fuori dall’Alta Velocità sarà ancora costretto  a fare i conti con l’orario e  ad affrontare un <strong>Perugia-Bari</strong>  in treno in modalità “viaggio della speranza”: appena <strong>7 ore e 35 minuti. </strong></p>
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		<title>Giappone, dove cultura e moda convivono nelle nuove generazioni</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/giappone-dove-cultura-e-moda-convivono-nelle-nuove-generazioni/</link>
		<comments>http://www.jpwblog.com/2009/12/giappone-dove-cultura-e-moda-convivono-nelle-nuove-generazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>

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		<description><![CDATA[La cultura del Giappone prende forma in tante sottoculture giovanili, dove moda e filosofie di vita la fanno da padrone tra i colorati teen agers.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-595" title="città giapponese, grattacieli e giovani" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/grattacieli.jpg" alt="città giapponese, grattacieli e giovani" width="300" height="213" /><a title="capitale del Giappone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tokyo" target="_blank">Tokyo</a></strong>, <strong><a title="città del Giappone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C5%8Csaka" target="_blank">Osaka</a></strong>,<a title="metropoli del Giappone, Sol levante" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ky%C5%8Dto" target="_blank"> <strong>Kyoto</strong></a> e tutte le grandi città del Giappone: ce le immaginiamo un connubio di passato medievale e presente avveniristico, di costruzioni tradizionali sommerse da grattacieli. C’immaginiamo le luci delle attività commerciale e i cartelloni pubblicitari che spargono ovunque colore. Nelle strade affollate di gente, però, ci sono <strong>macchie colorate viventi</strong>, ragazzi e ragazze dai <strong>colori fluo</strong> che sembrano usciti dai<strong> <a title="fumetti giapponesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Manga" target="_blank">manga</a></strong>.  <a class="more-link" title="Prosegui la lettura" href="http://www.jpwblog.com/2009/12/giappone-dove-cultura-e-moda-convivono-nelle-nuove-generazioni/#more-594" target="_self">Prosegui la lettura&#8230;</a></p>

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			<a href="http://www.jpwblog.com/wp-content/gallery/giappone/lolita.jpg" title="Lolita" rel="lightbox[giappone]">
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	<!-- Pagination -->
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</div>


<p><span id="more-594"></span>In Giappone, in modo più marcato che negli altri paesi, i giovani si sentono appartenere a sottoculture e lo dimostrano abbigliandosi in un modo che è molto più che una divisa. Se le ragazze come quelle che qui vengono chiamate <a title="ragazza giapponese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kogal" target="_blank"><strong>Kogal</strong>,</a> che tendono a mostrare, con l’abbigliamento, la musica e la vita sociale le loro possibilità economiche, sono comuni anche in altri paesi, meno lo sono altri sottogruppi.</p>
<p>Il sottogenere <a title="bambina giapponese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moda_Lolita" target="_blank"><strong>Lolita</strong>,</a> per esempio, diffusosi già a partire dagli anni 70: le ragazze, con un abbigliamento neoromantico fatto di cappellini in stile vittoriano, pizzi, mutandoni, sembrano delle bambole di porcellana. Con i suoi tanti sottogeneri (gothic lolita, punk lolita, sweet lolita) lo stile lolita vanta tanti brand dedicati (<strong><a title="moda giapponese" href="http://www.angelicpretty.com/en/" target="_blank">Angelic Pretty</a>, <a title="marchio abbigliamento giapponese" href="http://www.rakuten.co.jp/moi-meme-moitie/" target="_blank">Moi-même-Moitié,</a> <a title="abbigliamento giapponese" href="http://innocent-w.jp/" target="_blank">Innocent World</a></strong>), un magazine specializzato (<strong><a title="rivista giapponese" href="http://www.glbible.com/" target="_blank">Gothic &amp; Lolita Bible</a></strong>), senza contare i negozi, come il <strong>Marui Young di Tokio</strong>, 4 piani di grandi magazzini totalmente dedicati al sottogenere.</p>
<p>Ormai diffusosi anche in Italia è lo stile <strong><a title="moda giapponese fumetti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cosplay" target="_blank">Cosplay</a></strong>, dove chi lo pratica si veste ispirandosi a personaggi di manga e <strong><a title="cartoni animati giapponesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anime" target="_blank">anime</a></strong>. I cosplayer indossano parrucche e realizzano artigianalmente i propri vestiti. Si riuniscono in eventi particolari (In Italia abbiamo il Lucca Comics &amp; Games).</p>
<p>Tra i gruppi più appariscenti, quello delle ragazze<a title="stile giapponese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ganguro" target="_blank"> <strong>Gangur</strong>o</a>: abbronzatura estrema, colori fluorescenti, capelli pesantemente ossigenati o tinti con colori innaturali, make up che tende ad arrotondare la forma degli occhi: le ganguro sembrano voler assomigliare il più possibile alle bionde e abbronzate ragazze americane, e rendono il <strong>modello occidentale</strong> un vero e proprio culto, fino a portarlo alla sua forma più estrema.</p>
<p>Non solo le ragazze, ma anche i ragazzi giapponesi sono organizzati in sottogeneri. I più diffusi sono i <strong><a title="ragazzi giapponesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/B%C5%8Ds%C5%8Dzoku" target="_blank">Bosozoku</a></strong>, letteralmente “tribù della velocità sfrenata”: sono bulli, che amano moto e macchine, con le quali sfrecciano e per strada importunando chi capita loro a tiro. Agli antipodi, gli <strong><a title="adolescenti giapponesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Otaku" target="_blank">Otaku</a></strong>, soggetti solitari, interessati in modo ossessivo a manga e videogiochi, che mettono in primo piano rispetto alla socializzazione con i coetanei.</p>
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		<title>A Milano la mostra fotografica che guarda in alto</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 09:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edera verde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[mostra fotografica]]></category>

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		<description><![CDATA[Mostra fotografica, a Milano "Verticalità 3" racconta la città e le sue “vette”, con l’aiuto di due comici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><img class="alignleft size-full wp-image-587" title="MostrA fotografica a Milano in Gennaio" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/verticalita-31.jpg" alt="MostrA fotografica a Milano in Gennaio" width="196" height="277" /><em><em><em><em>Verticalità 3</em></em></em></em></em></strong> è la mostra fotografica a cura di <strong><a title="fotografo toscano" href="http://www.riccardolorenzi.it" target="_blank">Riccardo Lorenzi</a></strong>, che s’inaugura a Milano dal <strong>22</strong> al <strong>30 gennaio 2010</strong>. La mostra, visitabile presso la galleria <strong>ISARTE</strong> di Corso Garibaldi, vuole offrire una memoria e un’interpretazione di una selezione di <strong>spazi urbani</strong> di Milano, servendosi sia della fotografia, che delle parole.</p>
<p>La <strong>fotografia</strong> ce la mette lui, Riccardo Lorenzi, avvocato, ma fotografo per passione, nato a <strong><a title="città e borghi di Toscana e Umbria" href="http://www.comune.sansepolcro.ar.it/" target="_blank">San Sepolcro</a></strong>, al confine tra Umbria e Toscana. Lorenzi pare affascinato dalla possibilità di raccontare i luoghi attraverso la vertigine degli edifici e delle costruzioni che lo popolano. Le <strong>38 opere</strong> dell’esposizione seguono, infatti, i progetti <a title="foto di città e palazzo" href="http://www.riccardolorenzi.it/verticalita/verticalita-1.aspx" target="_blank"><strong><em>Verticalità 1</em></strong> </a>e <a title="foto di edificio" href="http://www.riccardolorenzi.it/verticalita/verticalita-2.aspx" target="_blank"><strong><em>Verticalità 2</em></strong> </a>inaugurati nel 2007 e rispettivamente dedicati a due centri nelle vicinanze di San Sepolcro, <strong><a title="paesi e città dell'Umbria" href="http://www.cittadicastellonline.it/">Città di Castello</a></strong> e <a title="paesi e città della Toscana" href="http://www.apt.arezzo.it/" target="_blank"><strong>Arezzo</strong>,</a> che segnano i ricordi del fotografo.<span id="more-584"></span></p>
<p>Le <strong>parole</strong>, invece, vengono offerte da <strong><a title="Gino e Michele comici scrittori autori milanesi" href="http://www.ginoemichele.it" target="_blank">Gino e Michele</a></strong>, al secolo Gino Vignali e Michele Mozzati, scrittori, autori televisivi e teatrali e comici milanesi. Lorenzi si affida a due milanesi di nascita per seguire con i suoi scatti il filo delle loro parole per descrivere Milano. I due, in brevi frasi, descrivono sensazioni, forme, atmosfere di angoli della città, e subito Lorenzi ce le restituisce in foto, dando forma e luce alle parole.</p>
<p>Se ci si pensa, nel quotidiano, raramente chi abita un paese o in una città, lancia uno sguardo verso l’alto. Al massimo, a Milano, ci si sofferma col naso all’insù verso il duomo, ma con molta meno attenzione vengono osservati i palazzi, le costruzioni, gli scorci, i chiostri, antichi e meno antichi. Lo sguardo del quotidiano sembra non contemplare il cielo. Riccardo Lorenzi vuole proprio fare questo, come scrive nel commento alla mostra l’amico Massimiliano Marianelli: aprirci un mondo nuovo, quello della “<strong>verticalità del punto di vista</strong>”.</p>
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