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	<title>JPW Blog &#187; nudi</title>
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	<description>Il blog di JumpsWorld.com</description>
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		<title>Foto: nudi in piazza, di massa!</title>
		<link>http://www.jpwblog.com/2009/12/foto-nudi-in-piazza-di-massa/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 11:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>E. Vescarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[nudi]]></category>

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		<description><![CDATA[Le foto di Spencer Tunick raffigurano centinaia di soggetti nudi in spazi metropolitani. Scatti che sono vere e proprie performance di massa. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-664" title="nudi fotografici in piazza, ecco le foto di Spencer Tunick" src="http://www.jpwblog.com/wp-content/uploads/2009/12/nudi-fotografici.jpg" alt="nudi fotografici in piazza, ecco le foto di Spencer Tunick" width="233" height="300" />Il suo prossimo scatto “oceanico” sarà il <strong>1 marzo 2010</strong>, al <a title="eventi a Sidney" href="http://www.mardigras.com/" target="_blank"><strong>Mardi Gras</strong></a> di <a title="città dell'Australia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sidney" target="_blank"><strong>Sidney</strong></a>, la grande parata della comunità gay locale. Altra location, altra foto di massa. Lui è <a title="Fotografi di nudo" href="http://www.spencertunick.com/" target="_blank"><strong>Spencer Tunick</strong></a>, fotografo statunitense che, più che semplici fotografie, realizza opere d’arte collettive. I soggetti delle sue foto, infatti, sono sempre decine, centinaia, o addirittura migliaia di persone <strong>nude</strong>, ritratte in <strong>contesti urbani </strong>e spazi metropolitani.</p>
<p>Il quarantaduenne Tunick fotografa i suoi soggetti in piedi, sdraiati, con le braccia o le gambe alzate, le schiene piegate, mentre mostrano simpaticamente il “lato b” o fingono di dormire. Si serve di vie delle <strong>città</strong>, <strong>porti</strong>, <strong>musei</strong>, <strong>teatri</strong>, <strong>monumenti</strong>,<strong> piazze</strong> o <strong>giardini</strong> come cornici, e raduna i temerari modelli, tutti alla stessa ora, nel luogo prescelto, coordinandoli, megafono alla mano, nella disposizione e nella posa da tenere. Il bello è che chiunque può partecipare:<span id="more-662"></span> Tunick se ne infischia della corporatura, della bellezza, della linea o dell’età. L’unico vincolo che richiede, quando ci si propone sul suo sito per uno scatto di massa, è l’indicazione del<strong> <a title="carnagione, colorito della pelle" href="http://www.spencertunick.com/sign_up.php" target="_blank">tono della propria</a></strong><a title="carnagione, colorito della pelle" href="http://www.spencertunick.com/sign_up.php" target="_blank"><strong> </strong><strong>pelle</strong></a>, che permette al fotografo di orientarsi nel convocare le persone a seconda dell’effetto uniformità-contrasto che vuole ottenere.</p>
<p>Sarebbe forse corretto chiamare le opere di Tunick <strong>performance</strong> o <strong>installazioni temporanee</strong>. Se l’arte, spesso, vuole realizzare un’umanizzazione degli oggetti, qui sono gli esseri umani a diventare elemento astratto: di fronte agli scatti ci ritroviamo a non percepire affatto la nudità come veicolo di erotismo, quanto per il suo aspetto estetico in senso stretto, come forma, colore, armonia. L’imbarazzo lascia spazio alla meraviglia.</p>
<p>Più di <strong>75</strong> le opere realizzate dell’eclettico fotografo, a partire dal <strong>1992</strong>. Come quella di <a title="Città dell'Irlanda" href="http://www.artnet.com/usernet/awc/awc_workdetail.asp?aid=425378777&amp;gid=425378777&amp;cid=173409&amp;wid=425999740&amp;page=1" target="_blank"><strong>Dublino</strong></a>, nel <strong>2008</strong>, dove la gente è incanalata in un lungo e stretto molo sul mare. O quella del<strong> 2007</strong> in <a title="Foto paesaggio Svizzera" href="http://www.artnet.com/usernet/awc/awc_workdetail.asp?aid=425378777&amp;gid=425378777&amp;cid=172959&amp;wid=425998830&amp;page=1" target="_blank"><strong>Svizzera</strong></a>, dove i soggetti avanzano, come primitivi, sul <a title="montagne della svizzera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ghiacciaio_dell%27Aletsch" target="_blank"><strong>ghiacciaio Aletsch</strong></a>, per sensibilizzare il pubblico sui cambiamenti climatici. O in<strong> 700</strong>, tra i <a title="Foto borgogna" href="http://www.greenpeace.fr/tunick/" target="_blank"><strong>vigneti </strong></a>della <a title="Regioni della Francia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Borgogna" target="_blank"><strong>Borgogna</strong></a>, lo scorso ottobre 2009, contro i danni dei cambiamenti climatici alla viticoltura. I modelli sdraiati su un fianco presso il porto di <a title="foto Ohio" href="http://www.artnet.com/usernet/awc/awc_workdetail.asp?aid=425378777&amp;gid=425378777&amp;cid=129846&amp;wid=425385492&amp;page=1" target="_blank"><strong>Cleveland</strong></a>, nell’<a title="Stati Uniti dell'est" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ohio" target="_blank"><strong>Ohio</strong></a>, sembrano tante onde del mare, mentre bellissime sono le donne messicane fotografate come tante <a title="pittrici del Novecento" href="http://www.fridakahlo.com/" target="_blank"><strong>Frida Kahlo</strong></a>, in posa dentro l’omonimo <a title="arte e cultura del Messico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_Frida_Kahlo" target="_blank"><strong>museo</strong></a> di <a title="Città del Messico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_del_Messico" target="_blank"><strong>Mexico City</strong></a>. Anche l’<strong>Italia</strong> è stata meta di Tunick, nel 2001: <strong>200 </strong>temerari si sono ritrovati nel 2alle 6 di mattina a<strong> <a title="foto artistiche di Piazza Navona" href="http://files.splinder.com/2c7ee3e84c167fd61ce76c4471b811c4.jpg" target="_blank" rel="lightbox[662]">Piazza Navona</a></strong>, per uno scatto, nudi, e sdraiati davanti alla <a title="monumenti d'arte a Piazza Navona" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fontana_dei_Quattro_Fiumi" target="_blank"><strong>fontana del Bernini</strong></a>.</p>
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